Trump, passi avanti sull’Ucraina

L’incontro tra Donald Trump e Volodimir Zelensky, a margine del forum di Davos, è stato «buono», ma «c’è ancora molta strada da fare». L’inquilino della Casa Bianca non ha voluto fornire ulteriori dettagli sui temi affrontati con Zelensky, mentre quest’ultimo ha affidato il suo pensiero all’intervento dinanzia alla platea di Davos.
Il presidente ucraino ha chiamato pesantemente in causa i Paesi europei, sottolineando che sul fronte della sicurezza comune da un anno in qua non è stato fatto nessun reale passo in avanti. Ancora più duro sul mancato impegno europeo nel blocco delle forniture energetiche russe: «Perché – ha detto Zelensky – può bloccare la flotta di petroliere ombra e l’Europa no? Il petrolio russo viene trasportato lungo le coste europee e finanzia la guerra contro l’Ucraina. Questo contribuisce direttamente a destabilizzare l’Europa.Il petrolio russo deve essere fermato, confiscato e venduto a beneficio dell’Europa».
Ugualmente critico il presidente ucraino sulla porosità del sistema di sanzioni europeo, responsabile di alimentare l’apparato industriale bellico russo.
Qualche dettaglio in più sui colloqui in corso – che vedono intensi contatti tra i mediatori statunitensi con russi e ucraini, è Steve Witkoff, l’inviato della Casa Bianca. Secondo Witkoff sono stati fatti molti progressi ed al momento i negoziati sarebbero concentrati su unica questione. Il diplomatico statunitense si è guardato bene dal dire quale, ma è facile intuire che il vero nodo sia ancora rappresentato dagli assetti territoriali postbellici, punto su cui nessuno dei due contendenti intende cedere.

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