Di buono, oltre il risultato, almeno la tenuta difensiva. Tra i pochi segnali di luce arrivati al Caravaggio, manco fosse un omaggio al maestro delle ombre, per la Salernitana c’è la tenuta difensiva. Seconda gara di fila chiusa con la porta inviolata, come non succedeva da oltre due mesi, quando la formazione di Giuseppe Raffaele registrò due pareggi a reti bianche consecutivi contro Latina e Crotone. Se Antonio Donnarumma celebra due clean sheet arrivati a onor del vero più per inconsistenza degli avversari, il trainer granata incassa la crescita di Filippo Berra, apparso in costante crescita dopo l’esordio choc di Siracusa, e la versatilità di Galo Capomaggio. Ancora da libero vecchio stampo, per ovviare all’assenza di Golemic, in panchina solo per onor di firma, l’argentino ha dimostrato buon senso della posizione e capacità di lettura, limitando, insieme anche al contributo di Emmanuele Matino, le sortite offensive dell’Atalanta U23, fiaccata dall’inferiorità numerica per oltre 80′, poi diventata doppia nel finale. Se Raffaele è obbligato a lavorare sullo sviluppo di una manovra ancora una volta ingolfata, piatta, per nulla incisiva, il trainer siciliano dovrà anche ridisegnare la sua difesa. Proprio Matino, infatti, è stato ammonito ricevendo il quinto cartellino giallo in campionato che farà scattare un turno di squalifica, alla ripresa degli allenamenti, in programma questo pomeriggio al Mary Rosy lo staff sanitario dovrà valutare anche le condizioni del difensore partenopeo, uscito dolorante proprio dopo l’intervento sanzionato dal direttore di gara.

