Valle del Calore: “No fonderia” in piazza

Nessuna fonderia in una zona a vocazione agricola, caratterizzata da produzioni d’eccellenza. Questa la richiesta avanzata dal comitato “ProteggiAmo la Valle del Calore” che ieri mattina ha dato vita nel capoluogo irpino ad una manifestazione di protesta – centinaia le persone scese in piazza – in concomitanza con il vertice che in prefettura ha visto riuniti intorno al tavolo tra i rappresentanti della Pico srl, azienda del gruppo Fonderie Pisano di Salerno, sindacati, Confindustria e dello stesso comitato.
Tema dell’incontro il possibile insediamento nell’area industriale del comune di Luogosano San Mango una fonderia. Nello specifico la Pico srl ha acquistato nei mesi scorsi il sito lasciato libero a marzo del 2025 dalla multinazionale ArcelorMittal (la stessa coinvolta nel tentativo di rilancio produttivo dell’acciaieria ex Ilva di Taranto, nda). Una acqusizione che prelude ad un progetto di reindustrializzazione, tanto che lo scorso 21 novembre al termine di un incontro svoltosi in Regione Campania è stato sottoscritto un accordo, firmato da Fiom e Fim ma non da Uilm e Ugl, con cui la Pico srl si è impegnata ad assumere i trenta lavoratori licenziati da ArcelorMittal e ad investire sul sito di Luogosano venti milioni di euro, naturalmente attenendosi a tutte le prescrizioni di carattere ambientale.
Impegno, quest’ultimo, che non ha rassicurato gli abitanti e gli imprenditori agricoli del comprensorio, timorosi che un’attività basata sulla produzione di manufatti in ghisa tramite l’utilizzo di scarti industriali possa – a dispetto di impegni e rassicurazioni – rivelarsi non compatibile con la primaria vocazione produttiva della media Valle del Calore.
Ad essersi mobilitato sul fronte “no fonderia” è in particolare il mondo agricolo, preponderante in un territorio che, tra le altre, vanta produzioni vinicole di eccellenza come il Taurasi e il Fiano Docg. Di qui la presa di posizione del Comitato – sostenuto da Coldiretti, Legambiente e dal comune di Luogosano – che non si oppone alla reindustrializzazione del sito abbandonato da ArcelorMittal, ma chiede che sano realizzati investimenti produttivi compatibili con il territorio e la sua economia. In sostanza è la medesima piattaforma fatta propria dall’amministrazione comunale di Luogosano, formalizzare con una delibera approvata all’unanimità dal consiglio comunale.

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