Commissioni regionali, il campo largo al tavolo del risiko

La guerra non c’è. Ma la battaglia sì. È silenziosa, tattica, tutta giocata nelle retrovie del campo largo. Una sorta di risiko in tempo di pace. Niente strappi, niente ultimatum. Solo una lunga trattativa sulle poltrone che contano mentre la Regione resta ferma ai blocchi di partenza. Nell’attesa di presentare l’esecutivo – battesimo mercoledì prossimo, data funzionale a disinnescare la mina Cuomo – per poi passare all’approvazione del bilancio di previsione. È la chiave che sblocca risorse, dà ossigeno finanziario e misura, nei fatti, la capacità di incidere dell’esecutivo pentastellato. Fino ad allora, però, la politica campana appare prigioniera – come già accaduto per la Giunta – di un negoziato permanente sulle presidenze di commissione.
La cornice sarebbe ormai definita: otto commissioni permanenti, due presidenze al Pd, una a testa a Cinque Stelle, Lista Fico, Socialisti, A testa Alta, Casa Riformista e Avs (sponda Sinistra italiana, considerato che i Verdi hanno già ottenuto l’assessorato). Fuori l’area mastelliana, che però sarebbe ricompensata con altra investitura. Il Pd e l’area deluchiana spingono naturalmente per tenere il controllo delle commissioni strategiche. Il Movimento dovrebbe ottenere la presidenza della Sesta (Politiche sociali), ambita anche da Avs. Mentre la Lista Fico guarda ad Attività produttive o Trasporti. In corsa ci sarebbe Nino Simeone. È qui che la partita si accende davvero. La quarta commissione – Urbanistica, Lavori pubblici, Trasporti – è la casella più contesa. L’assessore al ramo è il plenipotenziario dem partenopeo Mario Casillo, anche vicepresidente. I deluchiani vorrebbero la riconferma di Luca Cascone, dieci anni da assessore-ombra di Vincenzo De Luca. Ma appare quasi impossibile. In alternativa, circola il nome di Gennaro Oliviero, ex presidente del Consiglio regionale, che però potrebbe andare all’Agricoltura: una soluzione che consentirebbe anche di riequilibrare la rappresentanza territoriale, dopo l’esclusione di Caserta dalla Giunta. Ci sarebbero anche le mire di Casa Riformista. Insomma, traffico ai Trasporti: un classico. Socialisti e Casa Riformista oscillano tra la Prima (Affari istituzionali) e la Settima (Ambiente). Al Bilancio non sarà riconfermato Franco Picarone. In corsa Corrado Matera, che guarda anche ad Agricoltura e Sanità, in un intreccio di ambizioni che rende il quadro ancora più fluido. Ma potrebbe finire sulla Terza, il Turismo, settore a lui familiare avendo già ricoperto l’incarico di assessore regionale. La Sanità, per i deluchiani, resta un presidio strategico, anche perché Roberto Fico ha tenuto per sé la delega e il clima non è dei più distesi. Proprio il Pd prova a giocare una carta simbolica per riequilibrare l’immagine del partito: due donne alle presidenze. I nomi sono quelli di Loredana Raia e Bruna Fiola. Una delle due potrebbe andare proprio alla Sanità. Un segnale politico, oltre che numerico, per scrollarsi di dosso l’accusa di scarsa valorizzazione delle quote rosa. In tal senso c’è stato un impegno ufficiale e diretto del segretario campano Piero De Luca. Tutto questo, però, si muove su uno sfondo ancora indefinito. Resta da chiarire l’architettura delle Commissioni: quali competenze e quali confini? Un dettaglio per nulla tecnico e tutto politico, destinato a misurare il vero equilibrio del campo largo e a dire se, dopo il lungo risiko, la Campania potrà finalmente passare dalla trattativa al governo.

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