Multe in serie A per società e tifoserie: Un tesoretto di 517mila euro da investire

Un tesoretto importante quello che i club di Serie A hanno pagato alla Lega da inizio campionato: la bellezza di 517mila euro per comportamenti in violazione del regolamento, roba da ragazzacci, dai ritardi ai fumogeni, passando per cori sgraditi, lancio di oggetti, laser e così via. Tutta roba evitabile, magari non sempre così insopportabile, che in ogni caso ha alimentato le casse del calcio nostrano svuotando le tasche di club già non esattamente ricchi.
I dati sono stati portati alla luce da Calcio e Finanza. Leggendo con attenzione quei dati vale la pena suddividere le colpe direttamente derivanti dai giocatori (i ritardi in campo, per intenderci) da quelle imputabili ai tifosi e per le quali rispondono le società per la famosa “responsabilità oggettiva”. Diciamo subito che in cima alla lista dei cattivoni c’è la Roma: i Friedkin sono stati costretti a sborsare ben 80.500 euro per qualche coro e, soprattutto, per il lancio di petardi e fumogeni (75.500).
In quinta posizione, ma primo per distacco alla voce scarsa puntualità, c’è il Milan di Massimiliano Allegri: i ritardi nei rientri in campo sono costati a Cardinale 40mila euro, uno sproposito se si considera che il secondo peggiore, il Como, ha dovuto tirar fuori 13mila euro. I cori discriminatori sono una specialità del popolo viola: la Fiorentina, messa bene anche per lancio di petardi e fumogeni (terzo posto con 37mila euro), comanda questa non edificante classifica con 20mila euro di sanzioni. E il fastidiosissimo laser? E’ prerogativa dei tifosi del Pisa, che ha già pagato 10mila euro per questo, ed è stato imitato solo dai tifosi del Napoli (5mila euro) e da quelli del Verona (stessa spesa). Sempre la tifoseria campione d’Italia si è guadagnata il primato per lancio di oggetti con relativa multa da 15mila euro.
Insomma una situazione da analizzare e da tenere in debita considerazione anche quando si adottano provvedimenti disciplinari. Detto ciò, sarebbe auspicabile anche che tali introiti potessero essere destinati a finalità progettuali specifiche, come accade – ad esempio – in Inghilterra o anche in altre nazioni, dove le multe a calciatori, allenatori o tifoserie vengono utilizzate per i settori giovanili, per la promozione dei valori dello sport o ancora per far crescere il sistema del calcio dilettantistico e amatoriale.

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