Un incontro a sinistra del perimetro di gioco per definire linea e strategia in vista delle prossime elezioni amministrative a Salerno. In serata, in città, i rappresentanti di Oltre, Cinque Stelle, Sinistra Italiana, Verdi e alcuni movimenti civici si sono visti per fare il punto della situazione. Presenti – tra gli altri – la neo assessora regionale Claudia Pecoraro, l’ex senatore Andrea Cioffi, i consiglieri comunali Donato Pessolano ed Elisabetta Barone. Assente, per impegni romani, il deputato Franco Mari. Un primo passo, ancora interlocutorio, ma non casuale. Perché il conto alla rovescia è già partito. Le dimissioni dell’attuale sindaco Napoli – attese entro la fine di gennaio – apriranno ufficialmente la partita elettorale e soprattutto spalancheranno la strada al ritorno in campo di Vincenzo De Luca, dopo dieci anni alla guida della Regione Campania. L’ex governatore è intenzionato a riproporre lo schema già collaudato per riconquistare Palazzo Guerra: liste civiche in campo, nessun simbolo del Pd. Le civiche dovrebbero essere tre: Progressisti, Salerno dei Giovani e A Testa Alta, quest’ultima già terza forza della coalizione di centrosinistra che governa la Campania. Le regole le detta lui. E il gioco, prima, durante e dopo le elezioni, lo comanda lui. Ma chi in questi anni è rimasto all’opposizione dell’amministrazione Napoli, però, non ha alcuna intenzione di ammainare le bandiere. Anzi. L’obiettivo è costruire un’alternativa credibile, con una candidatura forte, capace di fare sintesi politica, parlare al territorio e intercettare quel voto di protesta e di malcontento che in città è cresciuto negli ultimi due anni. Alle precedenti elezioni la candidata fu proprio Barone. Adesso si è proposto Pessolano. La convinzione condivisa è che serva un profilo politicamente più forte, e con maggiore appeal. Perché dall’altra parte ci sarà De Luca. Nelle retrovie, con una certa insistenza, circola il nome di Andrea De Simone (foto in alto), già presidente della Provincia di Salerno ed ex parlamentare diessino: uomo di sinistra, riferimento politico per quanti si collocano nel campo degli avversari storici di De Luca. Ma sul tavolo resta un’altra incognita: quella dell’area riformista e centrista che guarda a sinistra. Qui si fa strada l’ipotesi Gianfranco Valiante, due volte sindaco di Baronissi ed ex assessore comunale con De Luca. Valiante si è avvicinato negli ultimi tempi a Manfredi e, pur guardando alle politiche del 2027 come possibile approdo personale, con l’ipotesi di una candidatura al Senato, potrebbe essere il nome su cui tentare di costruire un campo largo in salsa salernitana. Ed è qui che si apre il vero problema politico. Il Pd è guidato a livello regionale da Piero De Luca, primogenito del governatore. A Salerno il partito risponde direttamente a De Luca. Potrebbe dunque scegliere di non essere della partita, accettando ancora una volta la linea tradizionale delle liste civiche. Oppure potrebbe sparigliare le carte e presentarsi nella coalizione a sostegno di De Luca, per la prima volta nella sua storia, magari insieme ai socialisti di Maraio, oggi più vicini a Manfredi ma legati da un rapporto storico all’ex governatore. La partita, insomma, è appena iniziata. E in politica l’imprevedibile conta quanto il possibile.

