La premessa è una: sono e resto di Forza Italia. Ma i punti politici sono due: un cambio al vertice della segreteria provinciale del partito a Salerno e l’apertura di una nuova fase, capace di valorizzare le forze emerse dalle elezioni regionali e provinciali in vista dei prossimi appuntamenti. Prima il referendum sulla giustizia, poi – soprattutto – le amministrative. A indicare la rotta è Pasquale Aliberti, sindaco di Scafati al terzo mandato, eletto consigliere provinciale con un consenso importante che va ben oltre il perimetro azzurro. Un risultato che arriva in una fase in cui il centrodestra è chiamato a ridefinire equilibri, leadership e strategia.
Aliberti, lei è stato il più votato del centrodestra a Palazzo Sant’Agostino e il terzo consigliere per numero di preferenze. Che significato politico attribuisce a questo risultato?
«La mia affermazione è l’espressione di una classe dirigente che non è vincolata rigidamente alla tessera di partito ma che guarda a un’area moderata ampia. Ed è forse proprio questa, oggi, la nostra grande speranza: una Forza Italia capace di raccogliere, ascoltare e intercettare quell’area. Un partito che si apra, non che si chiuda su se stesso. Esiste un ceto moderato che spesso è stato costretto a rifugiarsi nel civismo e che guarda alle cose concrete. Io, da sindaco, mi riconosco in questo elettorato: sono un uomo del fare ed è anche per questo che ho ottenuto questo risultato».
Lei ha detto apertamente che la segreteria provinciale di Forza Italia ha impostato, alle provinciali, una campagna elettorale di contrasto nei suoi confronti. Cosa non ha funzionato in questa fase?
«La dirigenza provinciale ha sostenuto apertamente un’altra candidata. Non dico che dovessero sostenere me, ma un esponente di Forza Italia da 31 anni, tre volte sindaco, non si contrasta. È accaduto anche alle regionali, quando il partito si è appiattito su un solo candidato…»
Dopo quanto è accaduto, si sente ancora pienamente dentro Forza Italia?
«Sono in Forza Italia da trentuno anni e non ho mai cambiato partito. In questo tempo ho visto banderuole e opportunismi di ogni tipo. Io, invece, sono sempre qui».
Roberto Celano, coordinatore provinciale di Forza Italia, è oggi anche consigliere regionale. Ritiene necessario un cambio al vertice del partito a Salerno?
«Non lo chiedo io e non lo chiedo per me. So bene cosa significhi essere consigliere regionale: mia moglie lo è stata per dieci anni e comporta impegni enormi. Esiste una incompatibilità evidente tra il ruolo di coordinatore provinciale e quello di consigliere regionale. Ed è l’attuale coordinatore provinciale a doverne prendere atto».
Questo passaggio apre anche alla necessità di una fase congressuale?
«La fase congressuale la decide il coordinatore regionale, Fulvio Martusciello. Io posso fare valutazioni politiche sulla base di ciò che arriva dal territorio. Non è una battaglia personale ma una battaglia politica per Forza Italia. I miei sono suggerimenti affinché in provincia di Salerno si costruisca un equilibrio coerente con i risultati elettorali delle regionali e delle provinciali».
Pasquale Aliberti si candida a guidare Forza Italia in provincia di Salerno?
«Io non mi candido a guidare il partito: sarebbe incoerente con ciò che auspico. La mia proposta è diversa. Serve una Forza Italia che si apra alle altre forze che hanno contribuito ai risultati elettorali, che punti sulla capacità di governo e rimetta al centro i grandi temi che ci hanno portato ad aderire nel 1994, a partire dalla riforma della giustizia. Un partito guidato da un segretario capace di dialogare con il civismo e di aprire un confronto vero con le altre forze del centrodestra».
Dopo il risultato delle provinciali lei ha ringraziato la Lega e il coordinatore regionale Gianpiero Zinzi, che ha parlato dell’inizio di un cammino. Che percorso si apre ora nel centrodestra?
«Sono orgoglioso delle parole di Gianpiero Zinzi: rappresentano il riconoscimento di un lavoro politico costruito in trentuno anni dentro Forza Italia. Il cammino è quello che le forze del centrodestra devono compiere insieme: aprire un confronto serio, fondato sulle competenze e sulla capacità di governare territori complessi. Dobbiamo arrivare preparati ai prossimi appuntamenti ed evitare di farci trovare in ritardo sulla scelta del candidato, come è accaduto alle regionali».
A breve si voterà in diversi comuni strategici della provincia. Qual è la linea che Forza Italia deve seguire?
«Serve una visione che guardi con chiarezza ai prossimi appuntamenti amministrativi. Angri, Pagani, Cava de’ Tirreni e, a quanto pare, anche Salerno. Non possiamo farci trovare impreparati né accettare un ruolo di secondo piano».

