Dovrebbero incontrarsi domani i rappresentanti della Casa Bianca con una delegazione del governo danese: oggetto del colloquio informale le ambizioni statunitensi sulla Groenlandia, territorio autonomo parte del regno di Danimarca. L’incontro non è stato confermato ufficialmente, la notizia è stata diffusa dall’emittente statunitense “Cbs News” e non è stata smentita dal governo di Washington.
Il dialogo tra Stati Uniti e Danimarca arriva in un momento estremamente complesso, con diversi esponenti dell’amministrazione Trump che nei giorni scorsi hanno confermato l’interesse all’acquisizione dell’isola. Ultimo in ordine di tempo il segretario di Stato Marco Rubio che, parlando al Congresso, ha confermato che l’amministrazione punta ad acquistare la Groenlandia per averne il controllo diretto.
Molto meno diplomatico il presidente Donald Trump che, in una conversazione con i giornalisti, ieri sera ha nuovamente sottolineato come il controllo dell’isola sia necessario per garantire la sicurezza statunitense, a fronte di possibili ingerenze russe o cinesi nella regione. «Se non prendiamo la Groenlandia – ha detto Trump – lo faranno la Russia o la Cina. E non permetterò che ciò accada».
L’inquilino della Casa Bianca ha anche ironizzato sulle capacità danesi di garantire la sicurezza militare della regione: «La loro difesa sono due slitte trainate da cani. Lo sapevate?», ha detto ancora il presidente americano rivolgendosi ai giornalisti.
Proprio nel tentativo di fornire rassicurazioni in campo militare – e soprattutto scongiurare una dramatica spaccatura all’interno della Nato – il primo ministro britannico Starmer sta lavorando ad un piano destinato a mettere insieme un contingente militare, con forze di terra ed assetti aerei e navali, da schierare in Groenlandia per contrastare eventuali attività ostili russe e cinesi.
Nell’iniziativa sono state coinvolte Berlino e Parigi, ma al momento il progetto è in uno stato più che embrionale, difficile che possa a breve diventare una seria offerta da mettere sul tavolo della trattativa con gli statunitensi.
Del resto una possibile rottura all’interno dell’Alleanza Atlantica non sembra preoccupare Trump, certo dell’insostituibilità del ruolo americano: «Se questa cosa colpisce la Nato – ha detto il presidente Usa – allora colpisce la Nato, ma sapete che loro hanno bisogno di noi molto più di quanto noi abbiamo bisogno di loro».

