Giunta Campania, il caso Cuomo condiziona il calendario

La data non è neutra. Mercoledì ventuno gennaio, alle undici, il Consiglio regionale tornerà in Aula per la presentazione della Giunta. Una convocazione ufficiale che chiude la fase di avvio istituzionale e apre, a un mese e mezzo dal voto, il tempo della piena operatività. Ma che cade anche a ridosso di una scadenza chiave: il giorno prima, il venti gennaio, si esaurirebbe la finestra temporale legata alle dimissioni di Enzo Cuomo da sindaco di Portici. Almeno secondo l’interpretazione normativa del Viminale e della Prefettura di Napoli. La decisione è stata assunta dalla Conferenza dei capigruppo presieduta dall’esponente dem Massimiliano Manfredi, fratello del sindaco partenopeo. Ed è qui che la cornice politica si stringe. Il Consiglio regionale arriva infatti subito dopo la scadenza del termine che, sul piano formale, chiude il caso Cuomo. Fino al 20 gennaio, per effetto dei tempi previsti dal Testo unico degli enti locali, l’ex primo cittadino resta sindaco a tutti gli effetti. Dal giorno successivo il passaggio dovrebbe considerarsi consolidato. Non a caso la presentazione della Giunta viene collocata il giorno dopo: un timing che consente al presidente di presentarsi a Palazzo Santa Lucia con una squadra formalmente definita e al riparo da ulteriori letture controverse. Nei giorni scorsi lo stesso Cuomo aveva rivendicato la piena legittimità del percorso seguito sostenendo di aver formalizzato le dimissioni prima della nomina. E richiamando un’interpretazione del quadro normativo che, a suo giudizio, escluderebbe qualsiasi causa di inconferibilità. Una posizione messa agli atti ma che il calendario scelto dal presidente del Consiglio regionale supera ora sul piano politico. Manfredi ha parlato di una fase caratterizzata da «grande collaborazione istituzionale», auspicando di insediare «nel più breve tempo possibile» le commissioni consiliari, sulle quali manca ancora un accordo. Intanto il presidente Fico continua a rivendicare una linea di responsabilità di governo. A partire dal Bilancio, delega che – almeno per il momento – ha deciso di trattenere per sé insieme a Sanità e Fondi europei: «È una scelta dettata dal senso di responsabilità in una fase delicata in cui la Regione opera in esercizio provvisorio». Un messaggio politico chiaro che lega la gestione delle risorse alla tutela dei servizi e dei diritti: «Dietro ogni scelta economica ci sono opportunità da garantire» ha sottolineato Fico. «Serve programmazione. Dobbiamo dare risposte ai cittadini e non lasciare sole le persone».

Torna in alto