Forte: «Regione e Salerno, serve discontinuità»

Discontinuità. È la bussola con cui Lorenzo Forte – presidente del comitato Salute e Vita e da oltre vent’anni in prima linea nelle battaglie per la sua terra, in particolare per la chiusura delle Fonderie Pisano – legge il presente e prova a orientare il futuro prossimo della Campania e di Salerno. Discontinuità sul piano ambientale dopo anni di emergenze irrisolte e responsabilità accertate. Discontinuità sul piano politico con il nuovo governo regionale a guida Roberto Fico e con l’avvocata salernitana Claudia Pecoraro all’Ambiente. E discontinuità anche – e soprattutto – nel perimetro urbano salernitano dove torna a farsi strada l’ipotesi di un ritorno di Vincenzo De Luca alla carica di sindaco.
Lorenzo Forte, partiamo dal sette febbraio. Avete convocato un’assemblea pubblica nella città di Salerno sulla questione ambientale. Perché?
«Vogliamo costruire un percorso comune sulle emergenze ambientali del territorio, a partire dal caso delle Fonderie Pisano, definendo una piattaforma condivisa di proposte. Ribadiremo anche il no all’adeguamento del porto commerciale, che consideriamo un grande errore strategico».
E poi, quale il passo successivo?
«Organizzare in primavera a un corteo regionale a Salerno che metta insieme tutte le emergenze ambientali del territorio. L’assemblea del sette febbraio servirà ad allargare il coinvolgimento e a costruire questa mobilitazione in modo condiviso. Nessuno si salva da solo».
Chi sarà coinvolto?
«Un elemento centrale saranno le giovani generazioni. In particolare i liceali e gli universitari. Gli studenti non sono solo il futuro, come spesso si dice: sono il presente. Con loro bisogna costruire da subito un’idea diversa di sviluppo e di tutela dell’ambiente».
Sul fronte Fonderie Pisano, il 14 gennaio è in programma la conferenza dei servizi. Che fase si apre?
«Si apre una fase decisiva. Dopo la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e alla luce delle nuove normative europee, per la prima volta esiste la concreta possibilità che la Regione Campania non rinnovi l’Autorizzazione Integrata Ambientale alle Fonderie Pisano».
Quale sarà il ruolo del Comitato Salute e Vita?
«Parteciperemo formalmente alla conferenza dei servizi con memorie scritte e osservazioni tecniche. La sentenza della Corte Europea è esplicita: dopo anni di omissioni, non sono più ammissibili silenzi né ambiguità. Nello stesso giorno terremo una conferenza stampa per indicare con chiarezza le responsabilità emerse. I tempi sono maturi non solo per la chiusura dello stabilimento ma anche per una bonifica vera e completa, a carico della proprietà».
Nel frattempo la Campania ha un nuovo governo guidato dal presidente Fico. Che cosa vi aspettate?
«Ci aspettiamo una discontinuità netta rispetto al passato. Negli ultimi anni la politica ambientale non ha saputo dare risposte efficaci né ascoltare davvero i territori. Ora serve un cambio di passo: scelte chiare, trasparenza e un dialogo costante con cittadini, comitati e associazioni. La tutela della salute, dell’ambiente e della dignità del lavoro deve tornare al centro dell’azione regionale».
La nuova assessora all’Ambiente è l’avvocata salernitana Claudia Pecoraro, da sempre vicina alle vostre battaglie.
«In generale ci aspettiamo scelte chiare e un cambio di metodo. Nello specifico le chiederemo l’istituzione di un tavolo permanente di concertazione con associazioni e comitati sui territori. Penso a a un “Tavolo delle Terre dei Fuochi e dei Veleni” chiamato ad affrontare in modo strutturato le emergenze ambientali della Campania».
Passiamo a Salerno. Si parla di un possibile ritorno di Vincenzo De Luca come candidato sindaco. Che lettura date di questo scenario?
«Non sarebbe un vero ritorno. Negli ultimi trent’anni, direttamente da sindaco e indirettamente, De Luca ha continuato a esercitare un’influenza determinante sulla vita politica e amministrativa della città. In questo lungo ciclo si sono accumulate scelte discutibili, soprattutto nella gestione del territorio con operazioni urbanistiche che hanno inciso profondamente, in modo negativo, sul volto della città».
Di cosa ha bisogno oggi Salerno?
«Di un progetto nuovo capace di restituire visione, partecipazione e futuro alla comunità. E in questo senso, da civico, sono pronto a dare il mio contributo».
Si ipotizzano più coalizioni in campo alternative a De Luca. E’ la strada giusta?
«No, assolutamente. Serve un fronte unitario e la capacità di costruire un’alternativa credibile al modello di governo che in questi anni ha mostrato tutti i suoi limiti. Un’alternativa capace di ascoltare, di fare sintesi e di parlare alle diverse anime della città. Questa divisione ha finito per favorire il sistema di potere che ruota attorno a De Luca».
Qual è, secondo lei, il candidato migliore: una figura politica o civica?
«Una figura capace di tenere insieme politica e società civile, in grado di parlare a tutta la città, comprese le aree più moderate, ma anche a chi oggi è deluso o non va più a votare perché si sente escluso e rassegnato».

Torna in alto