Prove di ripartenza: squadra granata a rapporto da Faggiano e Raffaele

Tutti in cerchio. Inchiodati alle proprie responsabilità. Dalle parole, in ordine, di Daniele Faggiano, direttore sportivo della Salernitana, e di Giuseppe Raffaele poi. Tecnico granata che contro il Cosenza, alla prima casalinga del nuovo anno, si gioca la sua permanenza sulla panchina della Bersagliera. Prima di pensare alla sfida di lunedì sera, però, inevitabile non tornare sulla mortificante sconfitta di Siracusa con la quale si è aperto il 2026 della Salernitana, prima ancora che nel risultato nell’approccio e nell’atteggiamento di una squadra apparsa priva di certezze, carattere, soluzioni. E allora nessuna sfuriata alla ripresa dei lavori al Mary Rosy nel giorno dell’Epifania dopo 24 ore di riposo concesse al gruppo in seguito al ko di domenica per eliminare scorie e tossine di una gara da dimenticare. Eppure un discorso chiaro a tutti i calciatori, chiamati a tirare fuori l’orgoglio e il massimo della professionalità per rialzare immediatamente la testa e dimostrare con i fatti come Siracusa sia stato realmente un isolato incidente di percorso. Al Mary Rosy, dove era atteso anche l’ad Umberto Pagano, la palla è passata poi al campo, con la squadra impegnata a lavorare sui motivi della debacle di Siracusa, che ha radici probabilmente tattiche, tecniche, ma che è maturata anche a causa di errori individuali, scelte sbagliate, ai quali è necessario porre immediato rimedio. Raffaele si gioca la panchina, Faggiano l’ha difeso e ha fatto capire al gruppo che non può essere tutto scaricato su un unico responsabile, già “idealmente” pronto a pagare per tutti. C’è ancora margine per rientrare, a pattò però che la squadra si dimostri gruppo unico, compatto, coeso, capace di ripartire dopo uno dei punti più bassi toccati in stagione. Al quartier generale granata lavoro di scarico per chi è sceso in campo a Siracusa, lavoro aerobico e partitine a campo ridotto per tutti gli altri. La buona notizia dall’infermeria è rappresentata dal ritorno in gruppo di Anastasio, slitta ancora quello di Liguori, ancora ai box al pari di Cabianca. Solo terapie, infine, per capitan Inglese, nelle prossime ore sono in programma nuovi esami per l’attaccante granata, che si spera, possano fare chiarezza sulla lombalgia che da oltre un mese lo tiene fermo. Con Ferrari reduce da un piccolo problema muscolare (anche Ferraris e Carriero non erano al top a Siracusa), la Salernitana ha l’assoluta necessità di capire quale sarà – anche in chiave mercato -, il futuro della punta ex Catania.

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