Feldi, è qui la festa. Patron Di Domenico: “Non fermiamoci qui”. Eboli in visibilio

Uno spot per l’intero movimento. Una vittoria per un intero territorio. La consacrazione, di un “sogno felice”, per un’intera famiglia. Quella della Feldi Eboli, che si gode il risveglio dolcissimo dopo una notte da raccontare ai posteri. E non tanto per la vittoria, la seconda, della Supercoppa Italiana, quanto per l’emozione del primo trofeo vinto davanti ai propri tifosi. Un viaggio iniziato da lontano, quello del club nato quasi per gioco dall’idea di patron Gaetano Di Domenico, che ha deciso di assegnare il nome dell’azienda di famiglia, e del padre Felice Di Domenico, a una squadra che dopo vent’anni è già storia. Con questo trofeo le volpi sono infatti diventate la squadra in attività in Serie A più titolata d’Italia (1 Scudetto, 1 Coppa Italia, 2 Supercoppe italiane), una vittoria maturata con talento e carattere, celebrata in un impianto che ancora una volta si è trasformato nel cuore pulsante del futsal italiano. Dal PalaDirceu al PalaSele, da poche centinaia di curiosi e appassionati a oltre 3mila cuori rossoblu pronti a tifare per la massima espressione sportiva della Piana del Sele, un’eccellenza campana che non smette di stupire. “Un sogno aver conquistato un trofeo davanti alla nostra gente, questa vittoria resterà indelebile nella memoria di tutti perché conquistata insieme come una grande famiglia, il supporto di Eboli è stato fondamentale per alzare il trofeo. Un ringraziamento a mister Antonelli, ai giocatori e a tutto lo staff che lavora ogni giorno per mettere la squadra nelle condizioni migliori. Tutti hanno contribuito a questa vittoria, ognuno ci ha messo un pezzetto nel suo ruolo, solo così si ottengono vittorie importanti. Godiamoci questi momenti, anche se le nostre ambizioni non si fermano qui. Siamo riusciti non solo a competere ma anche ad emozionare, per me questa è la vittoria più grande, un popolo in festa, una vittoria ottenuta tutti insieme. Ci tengo a ricordare che la Feldi c’è, c’era e ci sarà”, ha dichiarato il dirigente numero uno delle foxes. Gioia anche per Luciano Antonelli, coach argentino scelto per sostituire un certo Salvo Samperi, eroe del primo scudetto della Feldi e oggi commissario tecnico della Nazionale Italiana. Per l’argentino è il secondo trofeo in due stagioni alla guida delle volpi. “E’ stata una partita bellissima, uno sport per un’intera disciplina. Due squadre a viso aperto una contro l’altra, l’emozione per questo successo è grande. Non siamo arrivati da favoriti, ma sapevamo cosa significava giocare in casa per noi, sono orgoglioso dei ragazzi per quello che hanno fatto in campo. Ho sempre una mentalità positiva, poi può capitare di non vincere. Dopo due anni in Italia avere già due titoli non l’avrei immaginato, ma sono i giocatori ad avere merito totale, sono loro che vanno in campo. Rigori? Scelgono loro, io non mi metto nella situazione, ho solo chiesto di andare convinti sul dischetto e ho condiviso la loro decisione, avevamo già fatto quello che dovevamo fare, li avrei ringraziati anche in caso di sconfitta”. Protagonisti assoluti il portiere e capitano Carlos Dal Cin, che ha neutralizzato due rigori piegando la resistenza di Catania dopo tempi regolamentari ed extra-time confermando tutta la propria classe, e poi Gullherme Gaio, per tutti semplicemente Gui. Letteralmente straripante, l’mvp della competizione ha piegato Napoli in semifinale con una tripletta, confermandosi 24 ore dopo contro i campioni d’Italia in carica. Doppietta da urlo e rigore decisivo a coronare una notte pazzesca per tutta Eboli. “Abbiamo provato di tutto per vincere senza dover passare dai rigori, ma era destino, ho superato finalmente un infortunio al polpaccio che mi aveva tenuto 30 giorni fuori, ora sono in grande forma. Abbiamo fatto una partita fenomenale”.

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