Uno accanto all’altro. Cinque assessori a sinistra, cinque a destra. Il governatore al centro. Non è solo un’indicazione fotografica. E non è una composizione casuale. È un messaggio politico chiaro, studiato nei dettagli e nella simmetria, nel bilanciamento e nella disposizione dei soggetti ritratti. La squadra è questa. E si va avanti. Insieme. Roberto Fico sceglie un’istantanea corale per mettere a fuoco il primo incontro informale a Palazzo Santa Lucia e blindare la partenza della giunta. Il segnale è netto. Per il governatore della Campania, almeno ufficialmente, non ci sono problemi da risolvere prima di iniziare. Non per Enzo Cuomo, il sindaco di Portici finito sotto la lente del Viminale e, a cascata, della Prefettura di Napoli. Non per Andrea Morniroli e né, da ultimo, per Claudia Pecoraro, entrambi attaccati dalla Lega per un presunto conflitto di interessi. Le polemiche – e i loro contenuti – restano sullo sfondo. La foto a Palazzo Santa Lucia, invece, racconta altro: compattezza e continuità di marcia. «Si è trattato di un primo incontro» spiega Fico in una nota «per impostare in modo subito operativo e collegiale il lavoro che ci attende nei prossimi mesi. Abbiamo avviato un percorso che non nasce oggi ma rappresenta un ulteriore tassello dell’impegno che come coalizione abbiamo già deciso di intraprendere e che ora si consolida grazie alla squadra di governo». Il presidente della Campania allunga lo sguardo dentro la legislatura. «Focalizzeremo gli sforzi sulle priorità della Campania» sottolinea «dal rafforzamento della sanità al miglioramento del sistema dei trasporti e al supporto alle imprese, dalla tutela dell’ambiente al contrasto alle diseguaglianze, mettendo in primo piano l’interesse collettivo. Lo faremo con serietà e determinazione, con un lavoro quotidiano basato sull’ascolto e sulla responsabilità, con lo sguardo sempre puntato sulla difesa dei diritti delle persone». Fico insiste sul metodo: «Ispireremo il nostro lavoro a un fondamentale spirito di squadra, nell’ottica di collaborare in modo coeso e sinergico per raggiungere gli obiettivi comuni che insieme ci siamo prefissati». Nell’immediato verrà data priorità all’approvazione del bilancio, per il quale è scattato l’esercizio provvisorio. L’obiettivo è portarlo in giunta entro fine mese così da consentirne la discussione e l’approvazione in Consiglio regionale entro febbraio. Scuola e politiche sociali le altre priorità sul tavolo. Dietro la scena, intanto, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi continua a essere il garante locale di una linea che viene da lontano: voltare pagina dopo dieci anni di deluchismo, riportare al centro il metodo e le forze politiche archiviando la stagione dell’uomo solo al comando. Non a caso, con il nuovo anno, Fico e Manfredi hanno condiviso la prima uscita pubblica al Rione Sanità. E non a caso il primo cittadino partenopeo è intervenuto per raffreddare le tensioni sul caso Cuomo parlando di «polemica su un aspetto formale» e di una «norma molto controversa» nell’incrocio tra fonti regionali e nazionali. «Cuomo» ha archiviato Manfredi «è stato un ottimo sindaco e sarà un ottimo assessore. La squadra di Fico ha competenza. Ora è chiamata a governare per dare risposte ai cittadini campani». Le grane, insomma, non scompaiono. Ma per ora restano fuori dall’inquadratura. La giunta regionale entra in campo così come varata a fine anno.
O almeno ci prova.

