Fiducia a tempo. Con tutto ciò che ne consegue. Ovvero della sensazione di un rapporto forse ormai definitivamente sfibrato, che in ogni caso solo una vittoria convincente con il Cosenza potrà prolungare. Giorni di limbo quelli di Giuseppe Raffaele sulla panchina granata, chiamato a lavorare sul campo per riprendersi il timone di una squadra che forse per la prima volta è sembrata scollata dal suo condottiero. E non soltanto dal punto di vista tattico, quanto forse umano. Approccio sbagliato, atteggiamento imperdonabile, reazione mancata, e la netta sensazione di capirci poco per davvero. Ha seriamente rischiato di passare la vigilia della Befana da esonerato il tecnico granata, che la dirigenza ha pensato di sollevare ieri dall’incarico sull’onda di una rabbia per una sconfitta, quella di Siracusa, irricevibile al di là del punteggio finale. Per la prima del 2026 ci si aspettava tutt’altro piglio, e invece il gol subito dopo un minuto, gli svarioni difensivi a ripetizione, la gestione dei cambi e dei nuovi acquisti hanno rischiato di far traboccare il vaso. Al direttore sportivo Daniele Faggiano, ancora una volta, il compito di provare a far prevalere calma, pazienza, riflessione. Elementi che hanno portato alla conferma a termine per Raffaele, già seriamente a rischio esonero dopo la sconfitta con il Benevento. Tra chi si augurava il ritorno del normalizzatore Pasquale Marino, ancora in ottimi rapporti con Iervolino, e chi l’all-in su Guido Pagliuca, artefice del miracolo Juve Stabia, a sua volta libero dopo esser stato sollevato dall’incarico di allenatore dell’Empoli, la società ha deciso di prendersi ulteriore tempo. Tempo che Raffaele dovrà sfruttare al massimo per riconquistare cuore e testa dei suoi calciatori, al di là di moduli o schemi. Sui quali, pure però, sarà necessario provare a far chiarezza definitiva. “Potremmo dire tante cose ma preferisco dire solo che non è questo il modo per dimostrare il nostro valore”, la frase sibillina pronunciata in conferenza stampa dopo il tris subito dal Siracusa, a partire dalle condizioni precarie di alcuni calciatori lanciati in campo nonostante qualche problemino, al pari di qualche cambio teso forse a lanciare qualche segnale di mercato. Segnale che ora proprio Faggiano dovrà raccogliere cercando di accorciare il tempo di ingresso di ulteriori nuovi acquisti necessari portare energie e forse fresche all’interno del gruppo. L’esperto dirigente dopo aver nicchiato ha deciso di togliere la maschera e far arrivare un’offerta ufficiale all’Avellino per l’acquisto di Facundo Lescano, che resta l’obiettivo principale per l’attacco, in attesa di capire anche il futuro di Roberto Inglese (nuovi esami nei prossimi giorni per lui).
Le piste per il reparto offensivo restano aperte anche alle trattative per Gomez del Crotone, Merola del Pescara e Cuppone del Cerignola, ma va da sé che solo l’arrivo della punta argentina avrebbe il sapore del colpo da novanta. Al contempo Faggiano proverà a stringere anche per Gunduz della Triestina, mentre de Boer potrebbe salutare e andare al Pescara: tra gli abruzzesi ci sono Meazzi, Squizzato e Vanin che piacciono e non poco.

