C’è un passaggio politico che precede ogni agenda, ogni dossier, ogni atto formale. È quello in cui un incarico pubblico misura il proprio senso sul terreno dell’interesse generale. Angelica Saggese, salernitana con natali a Oliveto Citra, classe 1972, già senatrice della Repubblica, affronta questa nuova fase con una responsabilità che guarda prima di tutto alla Campania e alle sue fragilità strutturali. Il governatore Roberto Fico l’ha voluta nella sua squadra di governo affidandole la delega al Lavoro e alla Formazione. Una sfida importante e impegnativa che si colloca al centro delle grandi questioni regionali: sviluppo, coesione sociale, futuro delle nuove generazioni. Saggese entra nell’esecutivo di Palazzo Santa Lucia in quota Casa Riformista, area politica di centro che fa riferimento, a livello nazionale, a all’ex premier Matteo Renzi.
Assessore Saggese, che significato ha per lei questo incarico, sul piano personale e su quello politico, e con quale spirito si appresta ad affrontarlo?
«È per me motivo di grande orgoglio ricoprire un incarico di tale responsabilità e poter svolgere un servizio importante a favore della mia terra, con l’obiettivo di offrire opportunità concrete soprattutto ai giovani che, troppo spesso, sono costretti a lasciare questi territori. Sul piano politico questo incarico rappresenta il riconoscimento del grande lavoro svolto in questi anni dal consigliere regionale Tommaso Pellegrino, insieme a tutta la squadra di amministratori e sostenitori di Italia Viva – Casa Riformista».
Lavoro e Formazione sono deleghe centrali per il futuro della Campania. Qual è, a suo avviso, il filo rosso che deve tenerle insieme in una regione che vive ancora forti squilibri occupazionali?
«L’indirizzo politico voluto dal presidente Fico è chiaro già nella scelta di accorpare le deleghe di Formazione e Lavoro. La formazione deve essere orientata alla preparazione di profili professionali coerenti con le esigenze delle imprese, a partire da quelle campane. In caso contrario si rischia di formare giovani senza reali sbocchi occupazionali e, allo stesso tempo, di avere imprese che non riescono a soddisfare la propria domanda di lavoro. Un paradosso».
Lei ha parlato di lavoro come dignità e collante della comunità. In che modo questa visione può tradursi in un approccio concreto all’azione di governo?
«Il lavoro non è solo una questione economica: è innanzitutto dignità. È visione del futuro e capacità di tenere insieme una comunità in cui ciascuno possa sentirsi protagonista, consapevole di poter dare il proprio contributo – piccolo o grande – al benessere collettivo».
Giovani, competenze e talento sono parole chiave ricorrenti nel dibattito pubblico. E sono naturalmente parole chiave anche per la Campania…
«…la terra dei talenti, mi verrebbe da dire. Lo è stata nel passato e continua ad esserlo oggi. Il punto è creare le condizioni perché questi talenti possano restare e crescere qui. Penso, ad esempio, all’Apple Academy di San Giovanni a Teduccio: un’intuizione importante, capace di coltivare competenze e offrire opportunità concrete. Esperienze come questa andrebbero moltiplicate».
Il presidente Fico ha più volte richiamato il valore del lavoro di squadra. Quale sarà, secondo lei, l’importanza di questo valore “corale” nella fase di avvio della legislatura regionale e, più in generale, come metodo di governo?
«Il lavoro di squadra sarà un elemento decisivo per il successo – o l’insuccesso – di questa Giunta e dell’intera legislatura regionale. Solo attraverso uno spirito di collaborazione reale, fondato sulla condivisione di valori e obiettivi comuni, sarà possibile governare in modo efficace e rispondere al meglio agli interessi dei cittadini campani».

