La conferma dei timori e delle preoccupazioni è arrivata nella mattinata di ieri, quando è stata confermata la presenza di un italiano tra le 47 vittime del rogo che nella notte di Capodanno ha distrutto il bar La Constellation, noto locale della località sciistica svizzera di Crans Montana.
A perdere la vita tra le fiamme è stata una giovanissima promessa dello sport azzurro, il 16enne Emanuele Galeppini. La notizia della morte del giovane è arrivata dalla Federazione Italiana Golf, che in una nota ha definito Galeppini «un giovane atleta appassionato e guidato da valori autentici». La famiglia attende l’esito dell’esame del dna per abbandonare ogni speranza.
Il 16enne era nell’elenco dei sei italiani dispersi, a lanciare l’allarme il padre che, appena avuta notizia dell’incidente a Crans Montana, ha allertato le autorità italiane dicendosi certo della presenza del figlio al bar La Constellation.
Emanuele Galeppini era all’interno del locale insieme a due amici, rimasti feriti nell’incendio e ricoverati attualmente in ospedale. Al momento le loro condizioni non destano particolari preoccupazioni.
Al momento non ci sono ancora notizie degli altri cinque italiani considerati dispersi, di cui sono stati resi noti i nomi nel corso della gironata: mancano all’appello Giovanni Tamburi, 16 anni, Achille Barosi e Giuliano Biasini e due 16enni milanesi, Riccardo Minghetti e Chiara Costanzo. Continua, intanto, il lavoro delle squadre di soccorso – tra cui anche una italiana proveniente dalla Valle d’Aosta – impegnate nel tentativo di raggiungere tutte le parti dell’edificio interessato dall’incendio.
Le autorità elvetiche sono impegnate anche nel lavoro di identificazione delle vittime e dei feriti, compito non semplice sia per lo stato in cui sono ridotti i corpi delle vittime, sia perché molti dei feriti sono privi di documenti e versano in stato di incoscienza.
La gravità della situazione è stata sottolineata anche dal consigliere di Stato Stephane Ganzer, responsabile della sicurezza del Canton Vallese, che in un’intervista rilasciata ad un’emittente francese ha detto che almeno ottanta dei feriti si trovano in condizioni di «urgenza assoluta», fattore che potrebbe portare ad un ulteriore aggravamento del già pesantissimo bilancio della tragedia. «Sappiamo – ha detto ancora Ganzer – che in caso di ustioni di terzo grado che coprono circa il 15 per cento della superficie corporea, esiste il pericolo di morte nelle ore e nei giorni successivi, poiché la setticemia può diffondersi a tutto il corpo».
Sul fronte delle indagini sembra prendere sempre più consistenza l’ipotesi che all’origine dell’incendio, estesosi presto all’intero edificio, vi siano state le scintille prodotte da un bengala sistemato su una bottiglia di champagne: una volta sollevata la bottiglia le scintille avrebbero raggiunto i pannelli fonoassorbenti collocati sul soffitto del locale. Da lì le fiamme si sarebbero rapidamente propagate. Nelle ultime ore è emerso in rete un video che mostrerebbe le primissime fasi dell’incendio: non si vede nessuno del personale intervenire con un estintore, né entrare in azione un sistema antincendio, ma solo un giovane cliente tentare di domare le fiamme con un giaccone.
E le polemiche sulle condizioni di sicurezza di Le Constellation iniziano a farsi sempre più dure, in particolare per quel che riguarda le uscite di sicurezza: solo una sarebbe stata realmente accessibile per quanti si trovavano nel locale seminterrato dove era stata organizzata la festa di Capodanno.
Le Constellation era stato aperto nel 2015, quando una coppia di imprenditori francesi ha acquistato il locale che, all’epoca, versava in stato di completo abbandono. I due ieri pomeriggio sono stati ascoltati dagli investigatori.

