Tre desideri da esprimere allo scoccare della mezzanotte. Nessun traguardo sportivo, seppur la pancia non sia mai piena abbastanza. Aurelio De Laurentiis chiude gli occhi e fa il suo augurio speciale all’ambiente Napoli. Il 2025 pronto ad andare in archivio è stato l’anno della consacrazione. L’arrivo di un allenatore vincente come Conte gli ha permesso di alzare in appena sei mesi prima lo Scudetto dopo un finale al cardiopalma e poi la Supercoppa Italiana. La campagna d’Arabia ha sgombrato ogni dubbio sulla gestione del tecnico salentino, protetto e coccolato come non mai da ADL. Nell’allenatore pugliese il patron partenopeo ha intravisto le qualità da manager da sempre cercate con forza.
Il Napoli ha risposto però muovendosi da big, accontentandolo nelle richieste per restare in azzurro dopo il trionfo dello Scudetto con un prolungamento da urlo e un mercato da capogiro. Sei mesi dopo però De Laurentiis è pronto a fare un altro passo importante. Vuole legarsi all’allenatore fino al 2029 e proverà a strappare il sì di Conte nelle prossime settimane così da poter iniziare a ragionare insieme su quale potrà essere il cammino del Napoli. Agli obiettivi di campo, il numero uno azzurro però vuole anche dare una forma ben precisa alla società. Dopo un 2025 fatto di analisi, valutazioni e dietrofront, il nuovo anno dovrà essere anche la chiave di volta sul tema infrastrutture. Il Napoli si allena a Castel Volturno, nella struttura da 21 anni in concessione dalla famiglia Coppola non senza alti e bassi. Il club azzurro ha investito e tanto eppure più volte Conte ha sottolineato le mancanze del training center partenopeo. Nei mesi scorsi, la società aveva scrutato l’intero territorio regionale, indicando in Succivo la possibile nuova casa sia per la prima squadra che per il vivaio partenopeo.
De Laurentiis confida nell’inizio dei lavori nel 2026 per poi poter lasciare Castel Volturno nel 2028. Nodo che si lega a doppio filo anche con la questione stadio. Più volte De Laurentiis ha sottolineato le condizioni non ottimali del Maradona, lontano dagli standard europei e a rischio esclusione dalle candidature per ospitare gli Europei 2032. “Bisogna ripensare lo stadio da zero. Non si può ristrutturare mantenendo tutto com’è. Servono architetti di livello mondiale e un progetto moderno e funzionale”, alcune delle stoccate delle scorse settimane.
Le soluzioni avanzate dal numero uno azzurro sono state bocciate. Si cerca il supporto della Regione Campania, attraverso il nuovo Governatore Roberto Fico, e il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, per dare il via ad un piano di restyling da capogiro, stimato sui 100 milioni di euro. Tra le ipotesi anche una cessione dell’impianto al club.

