Prove tecniche di invasione: Pechino “circonda” Taiwan – VIDEO

Dieci ore di esercitazioni a fuoco, con tanto di lancio di missili, in cinque aree intorno all’isola di Taiwan; così Pechino ha risposto alla decisione statunitense di autorizzare la vendita di armi, per un valore complessivo di oltre undici milioni di dollari, per le forze armate taiwanwesi.
Le esercitazioni aeronavali cinesi hanno vissuto nella giornata di ieri uno dei momenti di maggiore intensità, in pratica una prova dal vivo del blocco navale dell’isola. Ma le esercitazioni “Missione giustizia 2025” sono state molto di più che un modo per testimoniare la capacità della marina cinese di bloccare i porti – dunque le rotte di accesso – di Taiwan: in campo sono state schierate anche unità d’assalto anfibio, a testimoniare la capacità di prendere terra sull’isola considerata da Pechino una provincia ribelle.
Il messaggio lanciato dalla Cina non è diretto solo al governo di Taipei, ma anche a quello di Washington: le operazioni antisommergibile condotte a nord ed a sud dell’isola, gli attacchi – simulati – contro bersagli terresti e navali condotti dall’aviazione e dalla marina della Repubblica Popolare sono stati anche un modo per “scoraggiare un intervento esterno” nella zona. Da tradurre come un intervento statunitense a sostegno di Taiwan in caso di invasione cinese.
«Qualsiasi forza esterna che tenti di intervenire nella questione di Taiwan o di interferire negli affari interni della Cina – si legge in una nota del governo di Pechino – finirà sicuramente per sbattere la testa contro le mura di ferro dell’Esercito popolare di liberazione cinese».

Un video dell’esercito cinese mostra il lancio di alcuni missili balistici verso Taiwan

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