Lega, Minella saluta subito. E passa al gruppo misto

Il colpo arriva subito. Secco, improvviso. Al fischio d’inizio della legislatura regionale. E così a Lega la perde un consigliere senza nemmeno rendersene conto. Mimì Minella, eletto a Salerno nelle liste del Carroccio, ufficializza l’addio al partito e il passaggio al gruppo misto, di cui assume anche la guida. Un gesto che pesa più dei numeri. Il dato infatti non è soltanto aritmetico. In un Consiglio regionale dove la Lega parte già con una rappresentanza ridotta e un ruolo non centrale, l’uscita di Minella assottiglia ulteriormente il peso del partito. Ma soprattutto rompe subito l’immagine di compattezza consegnando l’idea di una forza attraversata da tensioni irrisolte. Il momento scelto rende tutto più evidente: l’avvio della legislatura, per definizione, dovrebbe essere tempo di assestamento. Invece per il partito di Salvini si trasforma in un campanello d’allarme.  Sul fondo della scelta di Minella si muove un retroscena politico che porta dritto a Salerno. L’elezione a Palazzo Santa Lucia del provveditore agli Studi era stata sostenuta con convinzione da Attilio Pierro, deputato e ormai ex coordinatore provinciale della Lega, che proprio nelle scorse settimane ha annunciato le sue dimissioni dall’incarico. E che – secondo i rumors – sarebbe prossimo all’adesione a Forza Italia. Una coincidenza solo apparente. Secondo indiscrezioni, Pierro sarebbe entrato in forte divergenza con il coordinatore regionale Gianpiero Zinzi, ufficiosamente  dopo la decisione – maturata a livello locale – di presentare alle prossime elezioni provinciali una lista unica con Forza Italia e Noi Moderati. Una scelta che non avrebbe trovato il via libera dei vertici regionali del partito di Matteo Salvini, fino a determinare la rottura. In questo quadro, però, la vicenda Minella assume un significato più ampio. Il provveditore non era il nome su cui il partito aveva inizialmente puntato per la corsa a Palazzo Santa Lucia nella provincia di Salerno. In rampa di lancio c’erano l’uscente Aurelio Tommasetti, già rettore dell’Università, e l’emergente Dante Santoro, consigliere comunale di Salerno. Il sostegno di Pierro a Minella, rivelatosi decisivo alle urne e salutato – a seggio regionale acquisito –  dallo stesso deputato  ufficialmente sui propri canali social, potrebbe aver contribuito a incrinare equilibri già fragili.  Si vedrà. Di sicuro l’addio fulmineo di Minella alla Lega è destinato a lasciare strascichi – polemici e politici – non irrilevanti.

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