Giunta Campania, chi l’ha vista?

I banchi della giunta sono ancora desolatamente vuoti. In bella mostra. Ma il governatore Roberto Fico non ne fa -almeno ufficialmente- un grande problema. Politico: «Dall’insediamento del Consiglio la legge prevede fino a dieci giorni per la nomina dell’esecutivo. Non ci sono ritardi. Stiamo lavorando con le forze politiche, con responsabilità e condivisione. Siamo agli sgoccioli delle decisioni. A breve sarà annunciato». Il presidente della Campania sovrintende per intero alla prima seduta ufficiale del Consiglio regionale. A comporlo cinquanta consiglieri: trentatré di maggioranza e diciassette di opposizione. Un’Aula che, nelle sue intenzioni, dovrà essere il perno di una nuova fase politica. «La nostra proposta politica» sottolinea e rivendica Fico «nasce da una coalizione più ampia rispetto alla scorsa legislatura. A questa maggioranza spetta ora il compito di governare efficacemente tenendo insieme continuità e rinnovamento dentro una formula progressista che potrà essere osservata con interesse anche a livello nazionale in vista delle elezioni politiche del 2027».  Prima dell’intervento del governatore della Campania l’assemblea procede alla definizione delle principali cariche istituzionali. Vicepresidenti del Consiglio sono Luca Trapanese, esponente del Movimento Cinque Stelle ed ex assessore del Comune di Napoli, in quota alla maggioranza (e quindi anche vicepresidente vicario), e Giuseppe Fabbricatore di Fratelli d’Italia, cirielliano di ferro, per l’opposizione. Segretari di presidenza Lucia Fortini, già assessore nella giunta De Luca ed eletta con A Testa Alta, e Michela Rostan della Lega. Consiglieri questori, infine, Raffaele Aveta dei Cinque Stelle e Livio Petitto di Forza Italia. Tasselli che avvicinano la macchina istituzionale al pieno regime. Ma che non sciolgono per nulla il vero nodo politico: la composizione della giunta. La quadratura del cerchio appare ancora lontana. Casa Riformista (Renzi) e Noi di Centro (Mastella), che hanno costituito un gruppo unico, e Alleanza Verdi e Sinistra contestano duramente – e in modo ufficiale – le scelte sulle cariche istituzionali definendole «unilaterali». Un segnale che aggiunge nuova tensione a un confronto già complesso. I nodi per la designazione degli assessori sono ancora tutti da sciogliere. E sul tavolo. Sarebbe ormai definito l’accordo con l’ex governatore De Luca: in giunta Fulvio Bonavitacola, con delega alle Attività produttive anziché all’Ambiente, come negli ultimi dieci anni. Ai Trasporti Mario Casillo, potente esponente del Pd napoletano, indicato anche come possibile vicepresidente. Assessorato per Enzo Cuomo, sindaco di Portici, nonostante le polemiche di questi giorni. Mentre un terzo nome dem dovrebbe essere deciso direttamente dalla segreteria nazionale dopo il tramonto – pare – dell’ipotesi Santaniello. Per i socialisti di Avanti Campania appare quasi certo l’ingresso nell’esecutivo di Enzo Maraio (Turismo) e per il Movimento Cinque Stelle spazio a Gilda Sportiello. In Casa Riformista fuori sia Tommaso Pellegrino – per il principio di non nominare eletti e primi dei non eletti – sia Angelica Saggese. Per Alleanza Verdi e Sinistra resiste Fiorella Zabatta. Una rappresentanza femminile dovrebbe andare anche ai mastelliani. Ma l’ultimo tornante della squadra di governo non è stato ancora superato. E, in una partita che incrocia equilibri interni, rapporti nazionali e ambizioni territoriali, tutto può ancora succedere. Nel bene e nel male. Per Roberto Fico.

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