Dal Bologna al Bologna. Dal momento di massima crisi dell’era Conte al secondo trofeo del tecnico salentino sulla panchina azzurra. Come ti cambio il Napoli in quarantatre giorni. Non è un film, è il racconto della stagione partenopea che centra il primo obiettivo stagionale. La squadra azzurra batte il Bologna con una prova di caratura, da campione d’Italia (2-0) e conquista la sua terza Supercoppa in quasi 100 anni di storia. Il marchio è di David Neres, principe d’Arabia con una doppietta super. Nei suoi guizzi c’è la classe della conclusione a giro nel primo tempo e poi la furbizia nel gol che chiude il match. Conte festeggia il suo undicesimo trofeo che arricchisce un palmares da urlo e lancia messaggi alle dirette concorrenti. Il tutto in una serata spettrale all’Al-Awwal Park: spalti vuoti, tentativo disperato degli organizzatori di coprire le ampie fette di posti senza spettatori con dei teloni. L’immagine plastica di un esperimento tutt’altro che vincente.
La partita viaggia sulle fiammate degli uomini più in forma in campo. Cambiaghi mette a dura prova Politano, con l’esterno emiliano che protesta per un contatto in area azzurra non sanzionato con il rigore (3’). Il Napoli invece è negli strappi di Neres. Il brasiliano squarcia la difesa emiliana, si beve Lucumì ma pecca di altruismo cercando un assist per Elmas. Il macedone si divora il pallone del vantaggio, calciando clamorosamente a lato tutto solo davanti a Ravaglia (13’). Ancora il numero 20 ci prova dalla distanza ma Ravaglia c’è (15’). Gli azzurri prendono il controllo del campo e ad ogni fiammata danno l’impressione di poter colpire. Un’azione in velocità Neres-Hojlund viene fermata sul più bello da Heggem (26’). L’asse si rinnova anche per liberare al tiro-cross McTominay, respinto da Ravaglia (30’). Il Napoli però è dominante per intensità, aggressività, lasciando solo le briciole ai rossoblu. Per vie centrali gli azzurri bucano la difesa emiliana: Neres imbuca per Spinazzola ma il pallonetto del numero 37 è deviato da un provvidenziale Ravaglia, con Heggem che poi spazza sulla linea. Ci vuole una magia che arriva: Neres dai 25 metri mette la palla all’incrocio e sblocca il match (39’). Dall’intervallo esce il Napoli con ancora più energia. Hojlund (49’) e Rrahmani (50’) sbattono sul solito Ravaglia. Heggem non regge il passo dell’attaccante azzurro che sale in cattedra. Il sinistro in corsa trova Ravaglia (53’). Il Bologna ha un sussulto ed è pericolosissimo: break di Orsolini e palla al centro meravigliosa per Ferguson che grazia un attento Milinkovic-Savic (54’). Gol fallito, gol subito: la regola non scritta del calcio punisce. Ravaglia sbaglia, Lucumi fa peggio. Neres s’infila e con un tocco morbido fa 2-0 (57’). Gli spazi si aprono, Hojlund manca prima l’assist al bacio per la tripletta di Neres (65’), poi si divora il tris (68’). Il finale è in controllo, con Politano che si divora il tris (89’) prima del trionfo azzurro.

