Reazione d’orgoglio. L’Avellino non muore mai e si congeda dal Partenio-Lombardi nel 2025 con un pari che ha il sapore di vittoria (2-2). Dopo il vantaggio firmato Biasci, i rosanero rimontano con l’episodio dubbio del rigore trasformato da Pohjanpalo tra le ire dei bianconverdi. Sul gong però la giocata straordinaria di Palumbo: rovesciata vincente del centrocampista e pari che permette all’Avellino di salire a quota 21 punti, ai piedi della zona playoff.Biancolino riparte dal 3-5-2, con Biasci che fa coppia con Tutino in attacco. In mezzo al campo c’è Besaggio con Palmiero e Sounas. La partenza è su ritmi importanti, con gli irpini che lasciano il pallino del gioco al Palermo e poi provano a far male in contropiede. Fase di grande equilibrio con l’Avellino che si accende per primo con la conclusione di Palmiero che chiama Joronen all’intervento (24’). I lupi prendono il controllo delle operazioni con il passare dei minuti e sfruttano anche un calo del Palermo che non riesce mai ad accendersi. Dopo il pericolo in area irpina con Fontanarosa che stoppa Le Douaron, l’Avellino passa in vantaggio: Sounas e Missori sulla destra, cross rasoterra al centro e Biasci, tutto solo, controlla e deposita in rete con il destro da pochi passi (40’). L’Avellino vola sulle ali dell’entusiasmo, gestisce con autorità il vantaggio e con Sounas cerca l’eurogol senza fortuna (43’). Anche nel secondo tempo sono gli irpini a partire meglio, sfruttando la confusione di un Palermo alle corde. Tutino avrebbe il pallone del raddoppio ma, saltato Joronen, cerca la conclusione vincente da posizione difficile sbattendo sulla deviazione della difesa rosanero (50’). I lupi spingono sull’acceleratore e accarezzano il colpo del possibile ko: Missori chiama Joronen alla parata (57’), con il portiere ospite super anche su Biasci (59’). Nel momento di massimo controllo, con le proteste dei lupi per il secondo giallo non comminato a Bani, arriva il pari del Palermo: Daffara respinge d’istinto il sinistro di Ceccaroni, ma sulla ribattuta Ranocchia arriva per primo e, con un potente mancino al volo, insacca (69’). La partita cambia inerzia definitivamente quando Galipò viene richiamato al Var per un tocco di mano di Fontanarosa su colpo di testa di Pohjanpalo. Rigore assegnato e gol dell’attaccante fra le ire dei campani (82’). Il Palermo resta in dieci per l’espulsione di Diakitè. L’Avellino spinge a testa bassa e trova all’89’ il pari con una prodezza straordinaria di Palumbo. Il finale è incandescente: Lescano e Fontanarosa vanno vicinissimo al colpo grosso (95’). Finisce in parità, tra le proteste di tutti.

