Giunta regionale, Mastella: «Metodo Fico? No, Forcella…»

Dal metodo Fico al metodo Forcella il passo è breve. E con tanto di fregatura. Parola di Clemente Mastella, sindaco di Benevento e leader di Noi di Centro. Che con una battuta affilata, pronunciata con il sorriso ma pensata per incidere, affonda il colpo sul cantiere della nuova giunta regionale spostando così il confronto sul terreno dove fa più male: il rapporto tra voto espresso e potere esercitato. Nel mirino la linea del presidente della Campania: «Questo fatto di scegliere gli assessori fuori dagli eletti» attacca Mastella «disorienta chi è andato alle urne, spodesta la dignità delle persone e allarga la faglia tra popolazione, cittadini e istituzioni. Tu scegli uno e te ne trovi un altro nell’esecutivo». È qui che la metafora della fregatura prende corpo. E l’ironia diventa lama. Politica. «È come quando a Forcella ti facevano vedere una radiolina bella nuova e alla fine ti rifilavano una rotta. Questo metodo non mi piace». La battuta funziona perché, da buon democristiano, Mastella mette insieme altezze e bassezze traducendo un nodo politico complesso in un’immagine elementare. Insomma: promessa e consegna non coincidono. «Quando le regole saltano» aggiunge il primo cittadino del Sannio riferendosi alla nomina di assessori esterni al perimetro elettorale «il sistema entra in una zona grigia in cui tutto diventa possibile. Anche le cose più stravaganti». Nel dettaglio: «In questo periodo mi hanno chiamato in tanti, anche da Napoli» sottolinea Mastella. «Ho avuto almeno cinquanta proposte di autocandidatura per la giunta regionale». Cinquanta. Un numero che fotografa il clima e restituisce la percezione di un cantiere aperto senza confini ben definiti. «Tra quelle autocandidature» spiega il leader di Noi di Centro «ce n’è stata una emblematica: il vicesindaco di un paese importante della provincia di Benevento, che ha votato all’opposto del mio partito alle regionali, mi ha detto: indica me per la giunta, io poi passo con te». A questo punto la critica mastelliana smette di essere episodica e assume un profilo sistemico. Il problema non è solo chi entra in giunta. Ma come questo avviene e soprattutto con quale autonomia. «Aspetto che il presidente Fico mi dica se devo indicare una donna o un uomo» afferma l’ex Guardasigilli. «La mia scelta sarà sicuramente nel perimetro territoriale della provincia di Benevento. Il problema resta chi scelgo. Ho avuto già diverse fregature in questi quindici anni. Anche quando ho individuato persone che pensavo fossero irreprensibili, queste poi sono andate con altri partiti». Il passaggio più delicato e politicamente incisivo riguarda il ruolo dei tecnici. «Una volta nominati diventano prigionieri politici del presidente» taglia corto Mastella. «Chi ha un profilo politico invece ci pensa prima di fare qualcosa». La distinzione è netta: senza una legittimazione politica propria, l’assessore risponde a una sola catena di comando. E una giunta costruita così rischia di essere obbediente al capo, e autonoma rispetto all’assise, finendo per produrre l’effetto opposto: un Consiglio “armato” fino ai denti e pronto a dare battaglia. Il rischio di un governo regionale claudicante non è remoto. E al cittadino – dulcis in fundo – potrebbe restare la sensazione più corrosiva di tutte: aver scelto una radiolina e ritrovarsi in mano un mattone. Mastella docet.

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