Referendum giustizia, Mastella: «No a involuzione poliziesca»

Clemente Mastella dice “no”. No alla riforma Nordio, no alla separazione delle carriere, no a un referendum che secondo lui rischia di produrre l’effetto opposto a quello dichiarato: trasformare il pubblico ministero in un super-poliziotto e la giustizia in un terreno sempre più inquisitorio. L’annuncio arriva in una nota con cui il sindaco di Benevento ufficializza l’adesione ai comitati di segno negativo al referendum sulla giustizia della prossima primavera. Una presa di posizione netta costruita su un atto d’accusa preciso all’impianto della riforma voluta dal ministro Nordio. «È troppo forte il rischio» sostiene Mastella «che il pubblico ministero si schiacci su istanze repressive, da super-poliziotto, e finisca per diventare come l’Agente 64 di Anatole France, che credeva di non sbagliarsi mai e fece condannare il povero e malcapitato carrettiere». Il punto centrale, per l’ex Guardasigilli, è la separazione delle carriere. Una misura che non rassicura, ma preoccupa. «Il gigantismo del pm con la separazione delle carriere è un rischio vero, che va evitato». E aggiunge: «La riforma Nordio, in una sorta di eterogenesi dei fini, potrebbe provocare, al posto che lenire, una involuzione poliziesca e inquisitoria del pubblico ministero». Mastella contesta anche uno degli assunti principali del fronte riformatore. Ovvero quello legato all’indipendenza della magistratura giudicante. «La separazione delle funzioni garantisce già una indipendenza dell’organo giudicante. Lo dimostra il recentissimo caso di Salvini nella vicenda Open Arms, così come la stessa vicenda processuale che mi ha riguardato e che ha visto giudici seri e corretti azzerare le accuse che qualche pm mi aveva rivolto». Altro capitolo critico è quello relativo al Consiglio superiore della magistratura. Mastella boccia sia lo smembramento del Csm sia l’introduzione del sorteggio per la scelta dei componenti. «La mia esperienza da ministro della Giusitizia, e il rispetto che si deve a un’istituzione costituzionale, mi impone di rifiutare un sistema che pesca alla cieca. Non essendo la lotteria nazionale, sorteggiare i componenti del Csm toglierebbe loro quella percezione di legittimità e autorevolezza che invece è costituzionalmente necessaria». La critica si allarga poi ai contenuti complessivi della riforma: «La riforma non interviene sui temi veri» accusa Mastella. «Penso alla lentezza dei processi sia civili che penali, agli eccessi della custodia cautelare, alla certezza della pena a tutela dell’ordine pubblico e al sovraffollamento carcerario». Da qui il giudizio politico finale. Senza attenuanti: «Così la riforma e il referendum» chiude il cerchio l’ex Guardasigilli oggi sindaco di Benevento «diventano solo un’arma di distrazione di massa e uno specchietto per le allodole»

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