Cercasi personalità. Lo sfogo di Antonio Conte non risparmia nessuno. Il post-Udinese lascia strascichi su un Napoli costretto a fare i conti ancora con l’ennesimo time-out stagionale. Dopo i quattro successi di fila tra campionato e Champions League, i ko di Lisbona e in campionato in Friuli hanno minato il cammino sia in vetta alla serie A che nella massima competizione continentale. Troppi passaggi a vuoto, una squadra stanca, appannata e incapace di leggere i momenti difficili che hanno lasciato il segno. Soprattutto sull’umore di Antonio Conte che non ha risparmiato stoccate ai suoi. “Saper resistere quando si ha il vento contro” è stato il monito lanciato dal tecnico salentino.
La mancanza di equilibrio sottolineato anche dai numeri stagionali bastano per analizzare cosa non sta funzionando. I pareggi in questa stagione degli azzurri sono stati appena due, ben sette le sconfitte: basta questo per spiegare anche con l’incapacità dei campioni d’Italia di limitare i danni nelle giornate storte.
Peccati di esperienza, personalità, con Conte che ha richiamato i suoi pretoriani ad avere maggiore convinzione. Di Lorenzo da capitano sta facendo fatica, Politano è uscito dalle gerarchie iniziali dopo il passaggio al 3-4-2-1 che ha esaltato le qualità offensive di Lang e Neres. E quando il brasiliano si è spento come ad Udine, l’italiano non è riuscito mai ad incidere. Servono leader e Conte strizza l’occhio a Romelu Lukaku. Il belga è salito sull’aereo che ieri ha permesso al Napoli di raggiungere l’Arabia Saudita per giocarsi il suo primo obiettivo stagionale, quella Supercoppa Italiana che passerà dalla semifinale con il Milan di domani e poi dalla finale con la vincente tra Bologna e Inter. Conte non ha grande margine di manovra in termini di formazione. Il tecnico potrebbe rilanciare Olivera sulla corsia sinistra al posto di uno Spinazzola poco brillante. In mezzo al campo Lobotka darà respiro ad un Elmas apparso appannato dopo il ciclo terribile di quattro partite in appena dieci giorni. Davanti invece Politano insidia Lang. Non ci saranno né Meret né Anguissa. L’estremo difensore ha tolto il gesso e potrebbe essere il primo recupero del 2026. Buone sensazioni anche su Anguissa: il mediano del Camerun sta forzando i tempi e potrebbe essere una soluzione per le sfide di metà gennaio con Juventus e Copenhagen.

