“Sarà un duello tra Napoli e Salerno: per Euro2032 solo 5 stadi in tutta Italia”

“Tra Salerno e Napoli c’è competizione su chi dovrà ospitare i prossimi Europei di calcio. Nelle competizioni sportive vincono i migliori. Avremo cinque stadi per Euro 2032 in tutta Italia: uno sarà a Torino, uno probabilmente sarà a Milano, uno certamente sarà a Roma, poi ce ne sono tanti altri al Centro Nord e al Centro Sud. Chi si farà trovare pronto verrà selezionato dalla Figc che lo sottoporrà alla Uefa. È difficile immaginare che in Campania ci possano essere due stadi”. Lo ha detto il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, parlando con i giornalisti a Palermo. A lanciare la candidatura dello stadio Arechi è stato Vincenzo Napoli, presidente della Provincia di Salerno, che nel mese di settembre ha scritto ufficialmente al presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), Gabriele Gravina. La richiesta è chiara: includere l’impianto salernitano nella lista degli stadi idonei ad ospitare le partite di Euro 2032. La mossa non è simbolica, ma si basa su un progetto già finanziato. Come sottolineato nella dichiarazione, la Regione Campania ha infatti già stanziato le risorse per un intervento di radicale ristrutturazione e ammodernamento dello stadio. “L’Arechi diventerà nei prossimi anni uno degli stadi più moderni e funzionali d’Italia”, afferma con determinazione Napoli, precisando che l’obiettivo è “rispettare i severi parametri tecnici e infrastrutturali richiesti dalla UEFA per le partite internazionali“.
L’Arechi è uno dei 12 stadi su cui Uefa e Figc stanno ragionando. Deve essere presentato alla Uefa nei prossimi mesi un dossier non solo sulla parte progettuale, ma dedicata alla città, alla capacità di ospitare un evento del genere, in tema di mobilità, ricettività, turismo. Un dossier completo su cui poi la Uefa si andrà ad esprimere. L’Uefa chiede entro giugno 2026 i progetti preliminari degli stadi, noi siamo già ai lavori.
La richiesta a Gravina va però oltre la semplice candidatura. L’amministrazione salernitana ha chiesto di “conoscere i dettagli del dossier di candidatura” per poter assumere impegni puntuali e precisi. Questo passaggio è cruciale: per vincere la scommessa, è necessario un allineamento totale tra i tempi e gli investimenti del Comune e le direttive della FIGC e della UEFA. La volontà espressa è quella di una “sinergica collaborazione istituzionale” per permettere all’Italia di presentare una candidatura solida e competitiva.

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