Le Idf pongono nuove condizioni per la “fase 2” del piano di pace

Le forze armate israeliane hanno posto nuove condizioni per il passaggio alla fase due del piano Trump, condizioni che – in realtà – vanno ben oltre le previsioni contenute nel documento che ha portato al fragile cessate il fuoco attualmente in vigore nella Striscia di Gaza.
A dare notizia delle condizioni richieste dalle Idf per dare via libera alla fase 2 del piano è l’emittente israeliana “i24 News”. Il quadro che emerge dalle notizie trapelate nelle ultime ore è caratterizzato da aspetti strettamente legati alla sicurezza e da punti con una maggiore caratterizzazione politica, come quello relativo al veto su una eventuale presenza di militari turchi all’interno del contingente internazionale che dovrebbe costituire la forza di interposizione e stabilizzazione da schierare all’interno della Striscia.
Più scontata la richiesta relativa alla restituzione del corpo dell’ultimo ostaggio israeliano che ancora manca all’appello, così come quella del disarmo completo di Hamas e la smilitarizzazione completa della Striscia di Gaza, come presupposto indispensabile per consentire l’avvio della ricostruzione.
Nella lista delle condizioni messa a punto dalle Idf c’è anche quella relativa al mantenimento delle proprie posizioni lungo la linea gialla – linea di demarcazione che divide la Striscia tra l’area sotto controllo palestinese e quella occupata dall’esercito israeliano -, richiesta che contraddice, però, le previsioni originarie del piano di pace, secondo cui con il passaggio alla fase 2 l’esercito israeliano si sarebbe ritirato lungo i confini della Striscia, mantenendo il controllo solo di una ristretta area cuscinetto.
Condizione, quest’ultima, che difficilmente sarà accettata dai palestinesi. 

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