Trump bastona i leader europei: «Deboli e incapaci»

È un Trump che gioca in attacco, quello protagonista dell’intervista rilasciata al quotidiano statunitense Politico, incurante – come sempre – delle reazioni che le sue dichiarazioni potranno provocare. O, forse, proprio intenzionato a provocare l’ennesima levata di scudi in Europa, così da portare al punto di rottura le tensioni che da mesi caratterizzano le relazioni tra le due sponde dell’Atlantico, in una partica complessa che tuttavia uno dei due giocatori sa bene di non poter giocare fino in fondo.
L’Europa, o meglio alcuni Paesi europei ed i vertici dell’Unione Europa, sa bene di non poter arrivare alla rottura definitiva con gli Stati Uniti, per quanto i suoi leader possano detestare l’attuale inquilino della Casa Bianca. Facile prevedere, dunque, che alla fine saranno “digerite” anche le bordate lanciate dal presidente statunitense nel corso dell’intervista a Politico. Nel commentare lo stato dei rapporti tra Stati Uniti e Paesi europei Trump si è lanciato in un vero e proprio attacco frontale, definendo le nazioni del Vecchio Continente come in piena “decadenza” e guidati da leader politici “deboli”.
Posizioni – sarà il caso – perfettamente collimanti con quelle portate avanti dell’ex collaboratore della Casa Bianca, quell’Elon Musk che su X si è fatto alfiere di una vera e propria battaglia contro i vertici e le burocrazie dell’Unione Europea, accusata di soffocare le libertà degli europei.
Distanti ma non distinti, Trump e Musk disegnano un’Europa imbelle – «Penso che non sappiano cosa fare – dice l’inquilino della Casa Bianca riferendosi al dossier Ucraina -. L’Europa non sa cosa fare» – ormai inaffidabile per gli Stati Uniti. Salvo che emerga nel prossimo futuro una nuova leva politica capace di entrare in sintonia con la nuova destra americana. E proprio su questo punto Trump entra, con il suo stile ruvido, in un campo che porterà nuove polemiche tra le due sponde dell’Atlantico. Il presidente statunitense, infatti, ha affermato senza esitazione che continuerà a sostenere candidati che ritiene vicini alla sua visione politica, respingendo così al mittente la richiesta indiretta del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che in una dichiarazione aveva sottolineato come gli alleati si rispettano e non interferiscono nelle questioni altrui. «Ho appoggiato alcune persone – ha detto Trump -, ma ho appoggiato persone che a molti europei non piacciono. Ho appoggiato Viktor Orbán».

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