Raffaele-tifosi, rapporto ai minimi storici: al trainer il compito di rialzare l’entusiasmo

Una sola vittoria nelle ultime sei. Due punti conquistati nelle ultime tre giornate, chiusesi senza acuti e anzi tra le polemiche e l’amarezza generale. Quella di una tifoseria che dopo sostegno incondizionato ha espresso tutto il proprio malumore nei confronti di squadra, ma soprattutto del tecnico Giuseppe Raffaele, e del ds Daniele Faggiano. Il direttore sportivo granata, anche domenica nel post-partita, continua a fare scudo cercando di proteggere l’allenatore siciliano, forse mai così fino ad adesso contestato da alcuni supporters, ricevendo anche qualche plauso per averi messo la faccia. Dopo il triplice fischio che ha sancito il pari con il Trapani, proprio mentre Raffaele stava guadagnando la via che porta negli spogliatoi, il malcontento si è palesato forte nei confronti della gestione del trainer dell’ippocampo, episodio già verificatosi nel corso del match al momento di qualche cambio contestato soprattutto per le tempistiche, considerando tardivi gli ingessi di Ferrari e Liguori. Rapporto forse ai minimi storici dal suo arrivo a Salerno, al coach ex Cerignola il compito di provare a ritrovare empatia e sostegno, che passano inevitabilmente dal ritorno al successo. Serviranno sei punti, non uno di meno, contro Picerno e Foggia, ultime due gare del 2025 che chiuderanno il girone d’andata di una Salernitana chiamata a ritrovare vittorie e magari compiere significativi passi in avanti sul piano del gioco per restare quanto più vicino possibile a Benevento e soprattutto Catania. Solo così Raffaele potrà rinsaldare una panchina divenuta un po’ traballante e riaccendere un po’ d’entusiasmo in seno alla tifoseria, delusa da una serie di prestazioni a dir poco scialbe. Certo il tecnico spera di poter vincere per essere il tecnico chiamato a suggerire, e poi lanciare, i rinforzi di un mercato che pure sarà banco di prova per le ambizioni di dirigenza e proprietà. La Salernitana continua a mostrare alcune lacune nell’organico, colmate solo in parte dall’ingaggio di Gianluca Longobardi, subito buttato nella mischia sulla corsia di destra e protagonista di un esordio convincente: gamba, inserimenti, naturalezza nel ruolo di quinto che sembrano buone premesse per il suo contributo, tanto altro si dovrà fare negli altri reparti. Soprattutto a centrocampo, dove la mancanza di ritmo ed intensità appare come difetto macroscopico, specie per il tipo di calcio che Raffaele aveva praticato fino a qualche mese fa alla guida del Cerignola. Da chiarire anche la situazione in avanti, dove Inglese continua a rimandare l’appuntamento con il gol, nonostante la fiducia cieca di mister e staff. Contro il Trapani, al momento del cambio, più di qualche fischio al capitano granata, piuttosto abulico, è piovuto dall’Arechi. Inevitabile che Faggiano sia chiamato a non lasciare nulla d’intentato, senza dimenticare la necessità di intervenire pure in difesa. E’ pur vero che il direttore sportivo ha ammesso di non voler affossare le casse del club, ma è altrettanto vero che serviranno innesti di spessore e di livello, e anche immediati, per poter colmare il gap con Benevento e Catania. Altrimenti si abbia il coraggio di parlare chiaramente, di mettere da parte l’obiettivo – sbandierato a più riprese -, della promozione diretta, e si inizi a ragionare anche della possibilità di provare a rincorrere il ritorno in serie B anche attraverso un playoff. Non sarebbe un delitto, anzi chissà che la chiarezza non vanga apprezzata…

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