La distanza dal voto è ancora ampia – primavera o addirittura autunno 2026 – ma nel centrodestra la partita per Salerno è già cominciata. E lo è con un dato politico che nessuno può ignorare: le regionali hanno rimescolato gli equilibri interni riportando Forza Italia al centro del tavolo. Gli azzurri, primi nella sfida interna a Caserta, Avellino e Benevento sono convinti che la fase nuova debba riflettersi anche sulle amministrative. Tradotto: niente caselle scontate, niente sacrifici di bandiera. Le candidature vanno ridiscusse da zero. Ma Salerno, nella strategia azzurra, non rientra. Non rientra se ci sarà il ritorno – come sembra – di Vincenzo De Luca.Il ragionamento forzista è lineare. Il partito ha bisogno di consolidare la propria nuova leadership nella coalizione scegliendo con cura le piazze dove investire capitale politico e potenziali candidature di punta. Presentarsi contro De Luca senza la certezza di una partita realmente aperta significherebbe bruciare non solo un nome ma anche una casella nello scacchiere campano. Nessuno, ai piani alti del partito, intende correre questo rischio. La variabile, a questo punto, si chiama Fratelli d’Italia. Se Forza Italia infatti dovesse fare un passo di lato, per Salerno si aprirebbe la strada meloniana. Il nome sul tavolo è forte: Salvatore Gagliano, imprenditore alberghiero della Costiera, residente in città, radicamento solido e un risultato notevole alle Regionali, dove è stato il più votato dei meloniani a Salerno città. Sarebbe la candidatura più naturale. Ma non è detto che accetti. Gagliano lo ripete da settimane: vuole dedicarsi alle sue attività imprenditoriali dopo una campagna elettorale intensa e logorante.
Ed è qui che entra in scena la terza gamba della coalizione. La Lega, che alle regionali ha ritrovato fiato e voti, spinge un nome che da anni è uno dei protagoisti della politica cittadina: Dante Santoro. Già candidato sindaco con due liste civiche, Santoro ha chiuso la competizione per Palazzo Santa Lucia con quasi 1.700 preferenze, terzo assoluto della coalizione in città dopo i forzisti Celano e Ciccone. Santoro ambisce legittimamente al Parlamento ma i tempi – forse – non sono ancora maturi. Una candidatura a sindaco sarebbe per lui una pista più che percorribile. E soprattutto un modo per restare centrale nella geografia del centrodestra in attesa del prossimo giro romano.

