Mitropa Cup, il torneo dei campioni senza tv, soldi e sponsorizzazioni

Molto prima che la Coppa dei Campioni illuminasse le notti europee, esisteva un torneo che faceva tremare i più grandi club del continente. La Mitropa Cup, il cui nome deriva dalla contrazione del termine tedesco Mitteleuropa (Europa centrale), rappresenta un capitolo fondamentale nella storia del calcio continentale, essendo stata la più antica competizione europea per squadre di club, disputata dal 1927 al 1992.L’idea nacque durante il Congresso calcistico di Venezia del 17 luglio 1927, grazie alla geniale intuizione dell’austriaco Hugo Meisl, segretario generale della federazione calcistica austriaca. Meisl, considerato uno dei padri del calcio moderno, volle creare un torneo che mettesse a confronto le migliori squadre dell’Europa centrale, prendendo ispirazione dalla Challenge Cup, una competizione disputata tra squadre dell’Impero austro-ungarico dal 1897 al 1911. Sorprendentemente, già nell’agosto del 1927 il torneo prese il via, dimostrando la rapidità con cui si seppe organizzare quella che sarebbe diventata una manifestazione leggendaria.L’epoca d’oro tra le due guerreNelle sue prime edizioni, chiamata ufficialmente Coppa dell’Europa Centrale, la Mitropa vedeva la partecipazione delle migliori squadre di Austria, Cecoslovacchia, Ungheria e Jugoslavia, ovvero le nazioni dove il calcio danubiano raggiungeva i suoi vertici. L’Italia si unì alla competizione nel 1929, sostituendo la Jugoslavia, e successivamente nel 1936 entrò anche la Svizzera, ampliando ulteriormente il prestigio del torneo.Gli anni Trenta rappresentarono l’apice della Mitropa Cup. In quel periodo, il calcio mitteleuropeo dominava lo scenario continentale, mentre l’Italia si laureava campione del mondo nel 1934 e nel 1938, oltre a conquistare l’oro olimpico nel 1936. La competizione godeva di un prestigio immenso, superiore a quello di qualsiasi altro torneo dell’epoca, eccezion fatta per i campionati nazionali. Solo le nazionali britanniche, che ostinatamente si rifiutavano di partecipare a qualsiasi competizione internazionale, rappresentavano una forza calcistica rilevante rimasta esclusa dal confronto continentale.Il Bologna fu la squadra italiana di maggior successo in questa fase storica, conquistando il trofeo nel 1932 e nel 1934, raggiungendo una fama quasi mitologica che portò alla creazione del celebre motto della squadra felsinea.
L’Ambrosiana-Inter nel 1933 e la Lazio nel 1937 furono invece sconfitte in finale, con i biancocelesti protagonisti di una memorabile rimonta contro il Ferencváros: dopo aver perso 4-2 a Budapest, la Lazio si ritrovò in vantaggio con lo stesso punteggio al 35′ della partita di ritorno grazie a una doppietta di Silvio Piola, prima di crollare definitivamente.La formula della competizione, basata su scontri diretti con partite di andata e ritorno, aumentava notevolmente l’importanza del fattore ambientale e l’imprevedibilità dei risultati, generando un’atmosfera caldissima sia in campo che sugli spalti. Le tensioni erano tali che nel 1937 il Comitato Organizzatore si trovò costretto a squalificare l’Admira Vienna per le proteste anti-italiane condotte a margine di una partita, mentre il Genoa fu escluso per il rifiuto della Federazione Italiana di organizzare la partita di ritorno.L’avvento della Seconda Guerra Mondiale interruppe bruscamente questa età dell’oro. Nel 1938 l’Austria fu annessa alla Germania nazista e i club austriaci non poterono più partecipare. L’edizione del 1939 vide solo otto squadre al via, mentre quella del 1940, iniziata con il conflitto già scoppiato, fu sospesa prima della finale che avrebbe dovuto vedere contrapposte Ferencváros e Rapid Bucarest. A questo torneo presero parte esclusivamente formazioni ungheresi, jugoslave e romene.Il difficile dopoguerra e il declinoDopo la fine del conflitto mondiale, la Mitropa faticò a ritrovare l’antico splendore. La competizione riprese solamente nel 1955, questa volta con una formula a inviti. Nel frattempo si erano svolte anche due edizioni non ufficiali: la Zentropa Cup del 1951 e la Coppa del Danubio del 1958. La nascita dell’UEFA nel 1954 e il conseguente avvio della Coppa dei Campioni nella stagione 1955-56 cambiarono radicalmente lo scenario calcistico europeo.La Mitropa perse progressivamente prestigio e risonanza mediatica, vedendosi costretta ad accogliere squadre di secondo piano, quelle che si piazzavano appena sotto le formazioni qualificate alle competizioni UEFA. Alle nazioni storiche si aggiunsero Bulgaria e Romania, ma l’interesse del pubblico e della stampa era ormai concentrato sulle nuove coppe continentali. Nel 1960 l’introduzione della Coppa delle Coppe completò il quadro delle competizioni UEFA, relegando definitivamente la Mitropa a un ruolo marginale.L’ultima trasformazioneNel tentativo disperato di risollevare le sorti del torneo, dal 1980 i vertici decisero di riservare la partecipazione ai vincitori dei campionati di seconda divisione di Jugoslavia, Italia, Ungheria, Cecoslovacchia e Austria. Questa trasformazione portò inaspettatamente a un periodo di dominio italiano: l’Udinese vinse nel 1980, il Milan nel 1982, il Pisa trionfò nel 1986 e nel 1988, con l’intermezzo dell’Ascoli nel 1987. Seguirono le vittorie del Bari nel 1990, contro il Genoa in una finale tutta italiana vinta 1-0, e del Torino nel 1991, che superò il Pisa 2-1 dopo i tempi supplementari.La vittoria del Milan del 1982 resta particolarmente significativa: davanti a diecimila tifosi, i rossoneri sconfissero 3-0 il Vitkovice cecoslovacco con gol di Baresi su rigore e del giovane Alberto Cambiaghi. Era il 12 maggio 1982, e quattro giorni dopo il Milan sarebbe retrocesso in Serie B. Quella sera surreale, mentre i tifosi gridavano “Resteremo in Serie A” per esorcizzare le paure, il club rossonero conquistava un trofeo europeo nel momento più drammatico della sua storia.Nel 1992 si disputò l’ultima edizione ufficiale della Mitropa Cup. Gli jugoslavi del Borac Banja Luka superarono gli ungheresi del Budapest VSC ai rigori, dopo l’1-1 dei tempi regolamentari, mentre il Foggia, rappresentante italiana, fu eliminato in semifinale. Era la fine di un’epoca: un torneo ormai anacronistico, che però aveva scritto pagine indimenticabili nella storia del calcio europeo, chiudeva i battenti dopo 65 anni di esistenza.La Mitropa Cup rimane un capitolo fondamentale nell’evoluzione del calcio continentale, avendo anticipato di quasi trent’anni la Coppa dei Campioni e dimostrato che le competizioni tra club di diverse nazioni potevano generare interesse, passione e rivalità memorabili. Fu la progenitrice delle moderne coppe europee, un esperimento riuscito che tracciò la strada per quello che sarebbe diventato il calcio internazionale per club come lo conosciamo oggi.

Torna in alto