Juve Stabia, sogni di rock and roll: le vespe diventano americane

Si aspettava un gesto forte dopo il terremoto giudiziario che ha sconquassato la Juve Stabia. Dall’America hanno scelto la strada del silenzio, facendo quasi intimorire l’ambiente per un possibile passo indietro che sarebbe stato doloroso. Ed invece, il colpo di scena arriva: la Juve Stabia diventa al cento per cento di proprietà americana. “Solmate”, prima Brera Holdings, completa l’operazione iniziata ad inizio anno e mette le mani sull’intero club. La notizia circola e viene confermata dal club con una nota ufficiale: “Gli amministratori, i dottori Salvatore Scarpa e Mario Ferrara, e la S.S. Juve Stabia 1907 comunicano che l’assemblea dei soci tenutasi presso lo studio notarile Borrelli di Napoli ha deliberato l’approvazione del bilancio della società. Nel contempo il socio di maggioranza Brera Holdings, in quota Solmate, ha ricapitalizzato ripianando le perdite. Brera Holdings diventa così socio unico della S.S. Juve Stabia rilevando anche il restante 48% delle quote del socio di minoranza Andrea Langella al seguito della ricapitalizzazione effettuata”. L’inizio di una nuova era, un segnale fortissimo per tranquillizzare un ambiente spaventato dopo le scorse settimane ma che ha trovato nella squadra di Abate il motivo per cui sorridere. Non figurerà più il nome di Andrea Langella, uomo che ha riportato la Juve Stabia in serie B, sfidando il Covid e sfiorando il sogno serie A. In una lunga lettera l’ex proprietario ha raccontato tutta la sua avventura alla guida dei gialloblu: “Si chiude oggi un capitolo importante della mia vita personale oltre che imprenditoriale. Lasciare la Juve Stabia vuol dire chiudere un percorso lungo, tortuoso ma ricco di incredibili soddisfazioni. Un cammino iniziato come sponsor nell’anno della promozione in Serie B (2018/2019) durante la precedente gestione societaria e che ho deciso di percorrere fino in fondo quando chiunque al mio posto avrebbe preferito battere in ritirata”. Tra le tante sfide anche quelle economiche e sociali: “Abbiamo ristrutturato il debito, lavorato affinchè arrivassero preziose risorse per lo stadio Menti (con fondi che adesso si sono rivelati preziosissimi per disputare la cadetteria a Castellammare), costruito pian piano un settore giovanile ed una Academy capace di regalarci soddisfazioni e far crescere nuove “vespette”. Inoltre, abbiamo dialogato con la società civile, con il territorio, con sponsor nazionali ed internazionali, con i partner per dare lustro alla città di Castellammare, alla sua tradizione ed alla sua immagine. I tifosi hanno avvertito forte il senso di appartenenza che ha pervaso la squadra ed hanno affollato lo stadio Menti come mai era capitato prima regalandoci pomeriggi e serate da brividi. Lascio a malincuore ma con la consapevolezza di aver dato tutto me stesso, sapendo di aver commesso errori ma di non aver mai lesinato impegno. Stabiese un giorno, stabiese per sempre”.

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