Il centrodestra esce dalle regionali con un equilibrio diverso e una tensione nuova. La sconfitta del viceministro Edmondo Cirielli, investito a livello nazionale da Fratelli d’Italia, ha lasciato strascichi che ora si riverberano sugli assetti interni della coalizione. Forza Italia, che alla vigilia aveva spinto per un candidato centrista salvo poi allinearsi all’indicazione dei leader romani, usa il dopo-voto per rimettersi al centro del campo. E lo fa guardando ai prossimi appuntamenti: le politiche del 2027 e, probabilmente, anche ai futuri riassetti nella compagine di governo. «I risultati delle regionali renderanno più semplici le scelte del centrodestra» sottolinea il coordinatore regionale dei forzisti, Fulvio Martusciello. «Nessuno, adesso, potrà rivendicare una superiorità interna. Arriveremo più semplicemente a decisioni condivise e partecipate». Un messaggio diretto agli alleati, in particolare ai meloniani, che in Campania, pur restando la prima forza della coalizione, hanno solo un punto di vantaggio sugli azzurri. «Il risultato di Forza Italia non mi sorprende, lo sentivo. La partecipazione ai nostri eventi era evidente» rimarca Martusciello aggiungendo che si tratta, in ogni caso, di «un punto di partenza, non certo di arrivo». Il dirigente azzurro legge il voto per Palazzo Santa Lucia come un’occasione per riequilibrare i rapporti interni al centrodestra. «Siamo l’unica regione d’Italia in cui, pur all’opposizione, il partito cresce e tiene il passo della Sicilia e della Calabria. La Campania» puntualizza Martusciello, «si conferma una roccaforte». Il messaggio è chiaro: la leadership di Fratelli d’Italia non è più intoccabile e Forza Italia punta a tornare protagonista nelle scelte strategiche della coalizione. La partita interna è apertissima. E come finirà, questa volta, non è affatto scontato.

