Mark Rutte: «Il conflitto? Potrebbe finire entro il 2025»

«La guerra in Ucraina potrebbe concludersi entro la fine del 2025». A sostenerlo il segretario generale della Nato Mark Rutte, che tuttavia insiste nel sostenere che la Russia «continuerà a rappresentare una grave minaccia per l’Europa».
A dispetto di questa opinabile valutazione, la dichiarazione di Rutte su una possibile conclusione del conflitto grazie all’accelerazione imposta dall’amministrazione Trump è una delle più attendibili indicazioni che la trattativa in corso potrebbe effettivamente raggiungere il traguardo della pace. Ovviamente della pace dettata dalla condizioni militari sul campo – l’unica possibile – non certo quella immaginata ed auspicata da opinionisti e strateghi da tavolino.
E che la direziuone sia questa lo confermano le indiscrezioni, filtrate sulla stampa statunitense, relative al colloquio tra il segretario dell’Esercito Usa Dan Driscoll ed i vertici politico-militari ucraini in occasione della sua visita a Kiev, visita che ha preceduto di qualche giorno l’inizio dei colloqui destinati a discutere la bozza di piano di pace elaborata dall’amministrazione statunitense.
In quella occasione Driscoll avrebbe detto senza mezzi termini che l’Ucraina è ormai prossima alla sconfitta sul campo di battaglia, stante la superiorità russa in uomini e mezzi. Cosa ancor più brave, Driscoll avrebbe sottolineato come il divario che separa Kiev da Mosca in campo militare non può essere colmato grazie al sostegno statunitense.
La delegazione guidata da Driscoll avrebbe chiaramente detto che l’industria bellica statunitense non è in grado di fornire a Kiev le armi necessarie, in particolare sistemi di difesa aerea, necessari a constrare efficacemente l’offensiva russa in corso lungo tutti i 1.200 chilometri del fronte.

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