Dalla Pallacanestro Salerno all’Olimpia Milano: la storia di Peppe Poeta

Dalla Pallacanestro Salerno all’Olimpia Milano. Dai playground di Battipaglia ai lucenti parquet dell’Eurolega. Giuseppe Poeta, per tutti semplicemente Peppe, è uno a cui piace fare le cose prima del tempo. Come quando, appena 14enne, bagnava il suo esordio a Materno con l’allora 4X4 System del compianto patron Alfonso Siano in serie C1, oppure quando, ancora minorenne, si impose come uno dei migliori prospetti nazionali di tutta la serie B. Vien quindi da stupirsi non più di tanto ad apprendere la sua promozione definitiva (guarda caso arrivata prima del previsto), ad allenatore capo delle “Scarpette Rosse”, semplicemente il club più titolato in Italia e tra i più vincenti anche in ambito europeo. Quarant’anni da poco compiuti e una sfida, per quanto già messa in conto, di assoluto prestigio per l’ex playmaker di Teramo, Virtus Bologna e Torino tra le altre. Dopo un triennio da assistente della Nazionale, e soprattutto da assistente di Ettore Messina proprio all’EA7, la prima stagione da head coach ha sorpreso l’intero panorama cestisti dello Stivale. Brescia gli dà fiducia, lui la incassa e risponde con un’annata storica e indimenticabile per la Leonessa, capace di chiudere terza in classifica (con un bilancio vittorie sconfitte di 29-13), e con l’inedito approdo alle Finali Scudetto, poi perse contro la Virtus Bologna. A giugno la prima svolta, quando Ettore Messina, leggenda della pallacanestro italiana, lo richiama alla corte, ancora all’Olimpia Milano, ancora nel suo staff, ma con una sostanziale novità.
Il primo passo di una preventivata transizione in panchina prevista inizialmente per la stagione 2026-2027. La seconda svolta negli ultimi giorni, quando ufficialmente per motivi di salute, è toccato allo scugnizzo campano guidare l’Olimpia dalla panchina contro ASVEL e Olympiacos in Eurolega, ottenendo peraltro due successi pesantissimi per le speranze europee dei meneghini. Un segnale forte della sua capacità di gestione immediata, ora chiamata a un livello ben più impegnativo e continuativo, anche se il clima e le reazioni dell’intero roster hanno dato più di una risposta ai tanti interrogativi degli scorsi mesi sulla fiducia riposta in Ettore Messina. Che, con un comunicato, ha scelto di rompere il silenzio facendo un passo indietro spiegando le motivazioni del suo “auto-esonero” e della permanenza all’interno del club solo da dirigente. Anticipando di fatto un passaggio che era programmato per l’estate, specie dopo la sottoscrizione di un contratto triennale per Poeta. “Ho capito di essere diventato – non da oggi – un fattore di divisione e, di conseguenza, di distrazione. Ho deciso di eliminare una situazione che era diventata per me fonte di grande tensione e per la squadra e la società causa di danno. Resto il primo tifoso dell’Olimpia e, soprattutto, resto nel club per dare il mio contributo ad affrontare le nuove sfide fuori dal campo, che sono alle porte”. Se per l’ex ct della Nazionale si parla anche di un coinvolgimento in NBA Europe, per Peppe da Battipaglia una promozione a stagione in corso da vivere come un sogno ma con la consapevolezza del peso di un’occasione che non capita così spesso nella vita, figurarsi ad appena 40 anni e con una sola stagione tra i pro alle spalle. Nel frattempo ieri è arrivato un pesantissimo successo in Eurolega. Si tratta del terzo successo, al debutto bis la “sua” squadra trascinata dal solito super Shields ha spazzato via il Maccabi Tel Aviv restano in corsa per un posto nei play-in.

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