La Campania si risveglia con un risultato che ribalta aspettative (di parte) e narrazioni nazionali: sessanta per cento al candidato del centrosinistra contro il trentacinque del centrodestra. Un distacco largo, quasi impensabile alla vigilia quando – tra sondaggi ufficiosi e proiezioni fatte filtrare a orologeria – si parlava di una forbice di massimo dieci punti. In alcuni casi anche meno, con possibile remuntada. La realtà del voto ha detto invece tutt’altro: per Edmondo Cirielli è stata una notte difficile, per Fico una vittoria netta, politica, strutturale e del tutto in continuità con l’amministrazione uscente guidata da Vincenzo De Luca. Non si tratta solo di un dato personale del nuovo governatore. La coalizione del campo largo regge, respira e si espande. Il Partito democratico si conferma primo partito della Campania con il 19 per cento, migliorando il già solido 16,9 del 2020. Un segnale che conferma due cose: il radicamento territoriale dei dem e la capacità della segreteria regionale di tenere insieme le molte vie del progressismo campano.
Subito dietro il Movimento Cinque Stelle: 9 per cento, in linea con il risultato di cinque anni fa. Non un exploit ma una conferma importante rispetto al dato nazionale, soprattutto in una campagna in cui la figura di Fico – ex presidente della Camera e già frontman partenopeo dei pentastellati della prima ora – ha senza dubbio contribuito al successo della coalizione in virtù di quel suo carattere mite e incline all’inclusione. Terza forza della coalizione “A Testa Alta”, la civica del presidente uscente De Luca, che si assesta all’8 per cento dimostrando come la sua eredità resti politicamente ed elettoralmente viva e capace di spostare consensi ed equilibri. Il mosaico del centrosinistra continua con Casa Riformista (quasi 6 per cento), Avanti Campania (5,49), Fico Presidente (5,42), Alleanza Verdi e Sinistra (5,45) e Noi di Centro di Mastella (3,65). Una coalizione larga, complessa ma evidentemente efficace. Niente dispersioni, niente fughe in avanti. Una macchina elettorale che ha funzionato. Forse anche più del previsto. Sul fronte opposto il centrodestra si presenta con una fotografia meno brillante. È Fratelli d’Italia a guidare il blocco: quasi 12 per cento, un risultato che non decolla ma neppure crolla. A strettissimo giro segue Forza Italia, che sfiora l’11 per cento e si conferma tutt’altro che marginale, anzi quasi speculare al partito della premier. La Lega, data in forte difficoltà dopo i primi instant poll, arriva invece al 5,5 per cento, un dato che nel contesto campano è tutt’altro che scontato. Poi le liste civiche: Cirielli Presidente al 4,59 per cento, un risultato che rafforza la figura del viceministro all’interno della coalizione e che evita un conto più amaro. Noi Moderati, alla prima uscita regionale, si ferma all’1,26 per cento mentre Udc e Dc di Rotondi galleggiano tra lo 0,49 e lo 0,43. Chiude Pensionati Consumatori allo 0,20.
Ma il dato politico della notte è anche un altro: fuori dai due poli principali c’è movimento. Il candidato presidente Giuliano Granato di Campania Popolare conquista un 2,05 per cento e si prende il terzo posto. Un risultato che, pur lontano dalle cifre dei contendenti maggiori, testimonia la presenza di uno spazio politico e civico alternativo. Seguono Nicola Campanile della lista Per (circa 1 per cento), Stefano Bandecchi allo 0,49 e Carlo Arnese, fanalino di coda con lo 0,17 per cento. Tutto questo mentre dalle città arriva una conferma: Napoli resta il baricentro politico della regione. Qui Fico sfonda, il centrosinistra allarga e il centrodestra resta indietro di oltre venti punti. Una dinamica destinata a pesare anche sulle prossime comunali, già nel mirino di entrambe le coalizioni.

