Di nuovo in vetta con una risposta d’applausi. Tre gol per scacciare via i nuvoloni nerissimi delle ultime settimane. Il Napoli torna a brillare, stende l’Atalanta e si ricorda di avere uomini, qualità e personalità da campione in carica (3-1). Al Maradona il primo tempo dei partenopei è straordinario per tecnica, foga, cattiveria. Basta un parziale impeccabile per siglare tre gol, mandare al tappeto l’Atalanta e osservare la domenica di campionato dalla posizione più alta di tutte. Conte ritrova il suo Napoli granitico, con le certezze ritrovate con 3-4-2-1 che danno segnali importanti. Da migliorare c’è la tenuta fisica e la lettura di un secondo tempo troppo timoroso, incassando il forcing dell’Atalanta senza mai riuscire a far male. Dettagli da perfezionare. Intanto il Napoli riscopre Neres, applaude Lang e ritrova Conte. Ma soprattutto l’entusiasmo tanto mancato nelle ultime settimane.
Il nuovo Napoli offre novità sin dal prepartita. Conte ritorna alla difesa a tre, con l’inserimento di un elemento offensivo in più per sopperire alle difficoltà in mediana. Beukema si prende la maglia da titolare in difesa, McTominay arretra il suo raggio d’azione e fa coppia con Lobotka. Davanti il grande sacrificato è Politano: ci sono Neres e Lang alle spalle di Hojlund. La partenza è roboante: pressione costante, ritmo e determinazione alla partita per far crollare le flebili certezze della nuova Atalanta di Palladino. I duelli uomo su uomo vengono stravinti dalla cattiveria dei partenopei. L’azione del primo gol è l’emblema del nuovo Napoli: Di Lorenzo per Hojlund che imbuca per Neres, abile nel colpire e battere in diagonale Carnesecchi (17’). Gli azzurri gestiscono il vantaggio ma non abbassano il ritmo, accettando la sfida a tutto campo con un’Atalanta che è tutta in una conclusione alta sparacchiata da De Ketelaere (30’) e poi a lato da Pasalic (35’). Sul gong del primo tempo il doppio colpo azzurro che stende l’Atalanta: riaggressione alta e McTominay premia Neres che in diagonale firma la sua doppietta (38’). Poi la grande gioia per Lang: Di Lorenzo entra in area, sterza sul sinistro e pennella per Lang che di testa trova il suo primo gol nell’esperienza azzurra (45’).
Palladino cerca soluzioni in Scamacca ma è McTominay a sfiorare in due occasioni il poker (46’ e 48’). L’Atalanta ha una reazione d’orgoglio e trova una prodezza con Scamacca che riapre la partita (52’). Il Napoli accusa il colpo, perde Rrahmani per infortunio e con l’uscita del kosovaro perde anche certezze. Scamacca è indemoniato, regista di tutti pericoli di un’Atalanta che nella parte centrale della ripresa assedia. De Ketelaere sfiora l’incrocio (65’), Scamacca va vicino alla doppietta (66’). Nemmeno il triplo cambio Elmas, Politano, Mazzocchi permette al Napoli di respirare. Si ferma anche Hojlund per crampi e dentro Lucca. Lookman va vicino al 3-2. E’ l’ultimo pericolo di un Napoli che con il fiatone riesce a controllare gli ultimi minuti e portare a casa una vittoria fondamentale.

