“L’Arechi potrebbe cambiare nome. Prima finiamolo, poi valuteremo. Ci sono varie ipotesi ma pensiamo a una sorpresa…”. Potrebbe avere l’effetto di un sasso lanciato in uno stagno l’ammissione, passata inizialmente quasi sottotraccia, dalla bocca di Vincenzo De Luca. Alle ultime ore da Governatore della Regione Campania, la presenza in via Allende per l’inizio dei lavori con lo start all’abbattimento della Curva Nord è l’occasione per ribadire le ambizioni del maxi restyling che dovrebbe coinvolgere non solo l’impianto sportivo, ma anche il campo Volpe, il Palatulimieri e il PalaSport nel sogno di dar vita dopo anni di promesse (e premesse) a una Cittadella dello Sport. “Nasce come nuovo stadio Arechi, ma vedremo sul nome per innovare. Ne parleremo con la tifoseria, con la città, con la squadra e la società. Ci sono delle idee, ma Arechi ad oggi suona un po’ così…”, l’aggiunta lontano dai microfoni, e a chi gli ha chiesto qualche primo nome da buttare al centro di un dibattito che si preannuncia già infuocato bocche cucite. Di certo, di nomi “prestigiosi”, cui intitolare la casa della Salernitana non mancano. Da scartare quella del Siberiano, Carmine Rinaldi, cui è già dedicata la Curva Sud della quale è stato storico leader ultrà. Le suggestioni portano ad Agostino Di Bartolomei, compianto capitano granata, che all’Arechi però non ha mai messo piede. Era la Salernitana di Peppino Soglia, che quello stadio ha contribuito a costruirlo, e chissà che non possa essere preso in considerazione proprio il presidente tifoso per eccellenza. Era, soprattuto, la Salernitana definita “Femmina e Popolana” dal Maestro Alfonso Gatto, spesso dimenticato colpevolmente dalla sua città natale. Ci sarebbero poi altri nomi storici, da Gipo Viani, a Vincenzo Margiotta, decisamente troppo presto per parlarne, prima, a ricalcare l’incipit di De Luca, sarebbe meglio vederlo finito, e totalmente rinnovato. “I lavori di ristrutturazione con i campionati in corso i tempi si dilatano all’infinito. Con il Volpe si potrà procedere velocemente, già in estate sarà pronto e la Salernitana andrà lì. Il nuovo Arechi vedrà un unico anello, tutti i settori saranno coperti e i vuoti tra i settori non ci saranno più, così come le torri faro, l’illuminazione sarà sotto la copertura. Nella parte inferiore si potranno prevedere anche esercizi commerciali, sarà uno stadio all’inglese per ospitare anche altre attività”. Sul tavolo resta il pallino della candidatura a Euro 2032, e non manca una stoccata dopo le polemiche giunte da Napoli. “Quando siamo partiti con il progetto non era ancora chiaro quello che sarebbe successo con gli Europei. Poi lavorando con il Comune abbiamo immaginato di lavorare e candidare la città. Stiamo lavorando duramente per garantire all’Uefa tanti aspetti di viabilità, di qualità, di infrastrutture e di accoglienza. Siamo convinti che il nuovo Arechi sarà all’altezza e nei tempi richiesti, qualcuno rosica perché i finanziamenti sono arrivati qui, ma si deve partire 3 anni e mezzo prima, non si può dormire e svegliarsi quando si vede che lo stadio parte. Non funziona così”.

