Fico: «Vincere in Campania per poi battere Meloni»

Roberto Fico chiude la campagna nel teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare alzando l’asticella politica. «Lunedì vinceremo le elezioni e non batteremo solo Cirielli. Batteremo la Meloni e il governo di cui è vice ministro. Vogliamo vincere per dimostrare che si può governare bene e per costruire un programma nazionale in vista del 2027». Il candidato del campo largo sceglie un finale di campagna netto e identitario, del tutto puntato sulla mobilitazione dell’elettorato progressista. E di fatto allarga la portata della partita elettorale e il suo orizzonte politico. «I nostri candidati parlano ovunque di sanità pubblica, medicina territoriale, lavoro, impresa, scuola e ambiente. Abbiamo lavorato bene sul programma e oggi c’è una coalizione forte che può vincere le elezioni» afferma con orgoglio l’esponente dei Cinque Stelle rivendicando una coalizione «unita e salda» capace di essere riconoscibile sul territorio. «La sfida» aggiunge e avverte Fico «è guidare la Regione con responsabilità verso cittadini e cittadine portando avanti una piattaforma programmatica condivisa». Sul palco arriva Elly Schlein. La segretaria dem ringrazia Vincenzo De Luca per il lavoro svolto in dieci anni: «In Campania non si parte da zero. C’è un’eredità importante, dagli ospedali da completare alle politiche per le famiglie, fino al trasporto pubblico per i giovani che ci ha resi orgogliosi». Poi la stoccata al centrodestra: «Hanno rispolverato il condono del 2003, un’immagine vintage quanto il loro salto sul palco. E il ponte sullo Stretto è già saltato dopo aver divorato 13 miliardi sottratti a strade, ferrovie e mobilità reale». La leader del Partito democratico difende la scelta del campo largo: «È una coalizione progressista costruita in tutte e sette le regioni al voto. Non succedeva da vent’anni. Fico è la persona giusta per guidarla». A chiudere il cerchio il passaggio di consegne simbolico. Il governatore Vincenzo De Luca, seduto in platea, saluta il candidato con un augurio tutto partenopeo: «In bocca al lupo, guagliò». Un congedo scenico dopo settimane di frecciate e colpi bassi all’indirizzo proprio dell’ex presidente della Camera. Quasi un colpo di teatro. E ai piedi del palco della Mostra d’Oltremare, in fondo, ci sta tutto.

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