Campanile: «I due poli? Una grande ammucchiata»

«Una grande ammucchiata». Nicola Campanile chiude la campagna elettorale a Salerno attaccando frontalmente i due poli che si contendono Palazzo Santa Lucia: il centrosinistra e il centrodestra. Il candidato presidente della lista PER lo fa senza giri di parole e rivendicando la scelta – controcorrente e solitaria – di costruire un’alternativa che non si riconosce in nessuna delle due coalizioni. «Noi pensiamo di aver fatto una campagna originale. Siamo la terza via in Campania» sottolinea. «A destra come a sinistra hanno messo in piedi delle grandi ammucchiate. Due facce della stessa medaglia nate più per esigenze di equilibri nazionali che per una reale attenzione alla Campania». Il tono è quello delle giornate decisive. Campanile descrive il percorso della lista e dei candidati di PER come coerente, radicato e costruito negli anni: «La nostra proposta viene da persone che hanno dedicato la vita all’associazionismo, al volontariato e non solo. Da cinque anni facciamo politica insieme» precisa. Insomma nostalgia del passato ma una puntualizzazione netta: «Con il centrosinistra abbiamo dialogato quando c’erano condizioni serie. Cinque anni fa con il governatore De Luca. A Salerno con il sindaco Napoli. Ma questa volta la proposta politica non ci ha convinto. Non cerchiamo posti e poltrone. Siamo molto selettivi». Poi Campanile si concede un lampo di ironia: «Il nostro obiettivo è entrare in Consiglio regionale. Vincere? Servirebbe un miracolo. Siamo cristiani» annota «ma non chiediamo al Signore di impegnarsi in cose simili». Al centro del discorso, però, c’è un tema che il leader di PER definisce «non più rinviabile». Questo tema è la sanità. «Per dieci anni De Luca ha fatto l’assessore alla sanità e ai trasporti gestendo quasi l’ottanta per cento del bilancio regionale» ammonisce snocciolando dati e affondando il colpo: «Oggi il sessanta per cento delle risorse della sanità va al privato convenzionato e solo il quaranta al pubblico. Noi vogliamo invertire questa rotta. Per noi la sanità deve essere pubblica, universale, gratuita soprattutto per le fasce sociali meno abbienti». Ma la critica più dura riguarda il metodo di selezione del management. «In questi anni non si è premiata la competenza» attacca Campanile. «Si è premiata la fedeltà. Penso alla Soresa, che gestisce 10 miliardi dei 23 del bilancio regionale della sanità: incarichi sempre affidati a candidati vicini a De Luca, magari non eletti». La proposta è semplice: «Quando si scelgono i manager sanitari si deve puntare esclusivamente sulla competenza, non sulla tessera di partito». Campanile cita anche un modello: quello dei musei italiani. «I bandi hanno premiato professionalità vere, anche straniere, spesso giovani. Lì abbiamo visto cosa vuol dire dare valore al merito». La chiusura è un ritorno al punto di partenza: la sua “terza via”. «Abbiamo scelto di offrire ai cittadini della Campania una proposta autonoma e credibile. Non la solita alleanza costruita a tavolino, non le ammucchiate». Un messaggio semplice, diretto, che prova a ritagliarsi uno spazio in un campo di gioco affollato. E che a Salerno, nell’ultimo giorno utile, Campanile ha ripetuto ancora una volta: «Noi siamo qui. Con una identità. Con una visione. E con un programma per i cittadini campani».

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