Una sala gremita, un lungo applauso e un messaggio politico chiaro: proseguire il lavoro «straordinario» degli ultimi dieci anni. Franco Picarone, presidente della Commissione Bilancio a Palazzo Santa Lucia, lancia la sua nuova sfida elettorale e rivendica «un impegno concreto, quotidiano, sempre al fianco delle famiglie e delle fasce sociali più fragili». Un impegno – annota – che «è stato per noi una vera e propria bussola di governo». Accanto a lui il governatore Vincenzo De Luca. Un legame politico e amministrativo che il candidato del Pd alle regionali sottolinea con orgoglio: «De Luca è un grande uomo politico, di grande cultura e un formidabile amministratore. Salerno, con lui, è stata tra le città medie meglio governate d’Italia. Quel modello di concretezza unito alla visione è arrivato alla Regione Campania, e sono orgoglioso di aver contribuito a portarlo avanti». Picarone ripercorre la situazione ereditata nel 2015: «Siamo partiti da una condizione disperata. Il centrodestra aveva lasciato un malato terminale: bilanci non approvati, cinque miliardi e mezzo di disavanzo, sanità commissariata, concorsi bloccati, parametri nazionali fuori controllo. Una paralisi assoluta». Poi la svolta: «Con De Luca c’è stata una rinascita» ricorda Picarone. «Una rivoluzione sotto tutti i punti di vista. E queste cose non si fanno se non lavori dalla mattina alla sera. Questo è il modello De Luca, questo è il modello Regione Campania». Il governatore ricambia la stima e spinge sulla necessità di una rappresentanza forte in Consiglio regionale: «Abbiamo bisogno di eleggere persone che difendano le nostre comunità, in particolare la provincia di Salerno. Picarone è uno di questi». Poi l’affondo politico: sulle pensioni minime e sul condono edilizio definisce «ciucci» gli esponenti del centrodestra, accusati di «inventarsi un condono a sette giorni dal voto» e di «non sapere che i fondi sociali europei non si possono utilizzare per le politiche di sostegno al reddito». «Un’altra palla» tuona De Luca «è che vogliono aumentare le pensioni con i fondi europei. Sono dei ciucci. I fondi sociali europei» conclude il governatore «non si possono utilizzare per il reddito. Questo lo possono fare solo gli Stati».

