Sogno playoff ma con progetti virtuosi: Avellino e Juve Stabia tracciano la strada

Voglia di playoff da centrare con i conti in ordine e progetti lungimiranti. Avellino e Juve Stabia sognano in grande senza però perdere contatto con la realtà. Perché al desiderio di puntare in alto per le due società c’è l’obbligo di restare nei paletti rigidissimi dettati dalle proprietà. Argomento caldissimo in casa Juve Stabia, alle prese ad inizio stagione con i tormenti per l’assenza di segnali arrivati da Brera Holdings, ora Solmate. Poi il terremoto giudiziario che ha sconquassato la progettualità della società gialloblu, rallentando anche la trattativa per la cessione delle quote di Langella proprio in favore dell’asset americano. Resta però la linea affidate nelle mani sapienti nonostante la giovane età del direttore sportivo Lovisa, fin qui segreto del biennio da sogno delle vespe.
La Juve Stabia è il club che spende meno per l’area sportiva in tutta la serie B: meno di mezzo milione di euro per i costi di allenatore e direttore sportivo. Un vero e proprio record, segnale della grande lungimiranza nell’asse Lovisa-Abate. Al quarto posto per club più virtuoso l’Avellino, fermo a quota 620mila euro. Anche per i lupi dunque, la soluzione Aiello-Biancolino permette di avere risultati più che positivi nonostante una linea verde.
Numeri che vengono sottolineati e ripetuti anche dal monte ingaggi, oggetto già di analisi che serve per approfondire anche il lavoro importante fatto dai due club campani.
La Juve Stabia è al dodicesimo posto, con costi che si aggirano sugli otto milioni di euro netti. Un aumento importante rispetto alla scorsa stagione, quasi tre milioni di euro in più, ma significativo per cercare di confermare le aspirazioni playoff dopo un’annata super come quella andato in archivio lo scorso giugno.
Diverso invece l’impegno dell’Avellino che sulla questione ingaggi ha scelto di puntare in alto pur di regalarsi una stagione da protagonista. Per il ritorno in B dopo sette anni il patron D’Agostino non ha badato a spese. L’Avellino neopromosso si posiziona davanti al Modena capolista e a big del campionato come Frosinone e Bari nella classifica del monte ingaggi, con una spesa di circa 13,6 milioni di euro e il settimo posto in classifica.

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