Un colpo durissimo. Gli episodi di Padova costano carissimo ai tifosi della Juve Stabia. Il Ministero dell’Interno, dopo aver preso atto dei gravi disordini avvenuti lo scorso 26 ottobre 2025 in terra veneta, ha disposto un provvedimento severissimo per i supporters gialloblu: divieto di partecipazione alle trasferte per tre mesi. Nel mirino delle autorità competenti le scene di violenza registrati fuori dallo stadio Euganeo, con tensioni e scontri che richiesero l’intervento delle forze dell’ordine. Per novanta giorni dunque, i settori ospiti di tutta Italia resteranno vuoti del calore dei supporters delle vespe, costretti ad incassare una delle tante misure restrittive adottate sin da inizio stagione dal Viminale. Un colpo molto duro anche per la squadra di Ignazio Abate, lanciatissima dopo il successo con il Palermo che aveva rilanciato le ambizioni playoff dopo un autunno non facile, legato a doppio filo al terremoto societario che ha inghiottito il club. Con una nota ufficiale, la società, nel comunicare la decisione, ha ribadito la propria condanna verso ogni forma di violenza, ricordando l’importanza di preservare l’immagine del club e di garantire la massima sicurezza nelle manifestazioni sportive. Il tema però è diventato subito argomento di discussione anche al di fuori del contesto calcistico. Anzi, nella giornata di ieri è approdato in Parlamento per volontà dell’onorevole Gaetano Amato.
Il rappresentante del Movimento Cinque Stelle ha analizzato il caso e ha chiesto al Ministro Piantedosi di rivedere lo stop di tre mesi. “Il tifo calcistico va oltre lo spot. Significa identificarsi alla propria città. E’ stata punita una tifoseria seria che abbiamo addirittura visto con foto sui giornali, mentre puliva lo stadio dove aveva consumato il panino assistendo alla partita. È solo per trenta delinquenti che una tifoseria intera sta pagando, e per questi tifosi, così come per ogni tifoso vero, per ognuno che è legato ai colori della propria squadra, questo sta diventando un fatto pesante. Quindi noi vorremmo chiedere al Ministro Piantedosi di ritornare su questa decisione e di ridurre questi tre mesi che sono davvero tanti e permettere alla gente per bene, tifosi per bene, di poter far sentire anche fuori dalle mure casalinghe il proprio affetto ai propri beniamini”.

