Eccellenza, radici e futuro: tre parole che da sole raccontano l’IIS “De Filippis – Galdi” di Cava de’ Tirreni, polo liceale umanistico che in questi anni ha saputo trasformarsi in laboratorio di innovazione, internazionalizzazione, cittadinanza attiva e ricerca educativa quotidiana. Una scuola che non guarda l’Europa da lontano: la attraversa, la vive e la porta in classe. E soprattutto una scuola che ha imparato ad essere ponte: un canale reale di andata e ritorno tra Bruxelles e la Campania, tra i territori del Mezzogiorno e le grandi sfide europee. È un modo nuovo di essere scuola: non imitativa, ma generativa.
Al centro di questa accelerazione culturale c’è un indirizzo che sta trainando il cambiamento: il LES – Liceo economico sociale. Qui si respira Europa ogni giorno: CLIL sistematico, simulazioni istituzionali, incontri con imprese innovative internazionali, progetti EPAS, educazione alla cittadinanza europea, orientamento al lavoro globale. Qui non “si studia Europa”: la si pratica e la si produce in forma di idee, campagne, elaborati, dibattiti e attività pubbliche. Qui l’economia e il diritto sono chiavi per interpretare problemi veri: equità, transizione digitale, clima, mobilità umana, diritto alla conoscenza. Il valore aggiunto è che tutto questo avviene dentro un liceo che resta profondamente radicato nel proprio territorio, ma che non si accontenta della comfort zone locale.
Questa crescita si regge su una guida che ha dato stabilità e metodo: la dirigente professoressa Maria Alfano. Senza toni altisonanti: la sua è una leadership concreta, fatta di scelte, di ascolto e di continuità progettuale, che ha sostenuto l’innesto di percorsi europei e di pratiche innovative dentro la trama ordinaria della scuola.
Oggi gli studenti del “De Filippis – Galdi” sanno che “fare scuola” non significa ripetere ciò che è già noto, ma aprire varchi, creare connessioni, generare possibilità. E l’intera comunità scolastica – studenti, docenti e famiglie – sa che non si sta solo costruendo un buon curriculum: si coltivano cittadini europei consapevoli. E questa, nella Campania che vuole crescere da protagonista, è la notizia più bella di tutte.
Una proiezione internazionale celebrata con l’organizzazione della Festa dell’Europa, momento che ha visto anche la partecipazione di uno dei rappresentanti italiani al parlamento europeo, l’onorevole Mario Furore. Una partecipazione non simbolica, ma segno di un legame solido tra il liceo e le istituzioni comunitarie.
«Ho percepito ragazzi curiosi – sottolinea Furore – attenti e consapevoli del mondo che li circonda. La loro partecipazione ed entusiasmo dimostrano che l’Europa per loro non è più soltanto una pagina di un libro di scuola, ma una realtà concreta che incide sulle loro vite, sulle opportunità di studio, di lavoro e di crescita personale. Basti pensare al programma Erasmus, che ogni anno porta oltre 1 milione tra giovani, insegnanti e imprenditori a viaggiare per l’Europa con progetti di qualità. Certo, c’è ancora molto da fare per rendere l’Unione più comprensibile e più vicina nelle sue dinamiche quotidiane, ma giornate come la Festa dell’Europa e le tante iniziative promosse da scuole e istituti vanno nella giusta direzione».
Da parlamentare europeo del Sud, qual è il messaggio che si sente di lasciare ai ragazzi che vogliono capire come incidere davvero sulle scelte europee, ma non sanno da dove cominciare?
«Direi ai ragazzi di non pensare all’Europa come a un’entità lontana, ma come a una Casa comune che appartiene anche a loro. Incidere sulle scelte europee è possibile, e si comincia informandosi, partecipando, portando idee e proposte nei luoghi di confronto: dalla scuola, alle associazioni, fino alle istituzioni locali. L’Europa cresce se cresce la partecipazione dei suoi cittadini. A chi è giovane e vuole dare il proprio contributo, dico di non aspettare che qualcuno lo faccia al suo posto.
L’impegno comincia da gesti piccoli ma concreti, come votare, studiare i temi europei, o semplicemente dialogare con spirito critico e costruttivo. Sono profondamente convinto che con studio e impegno si possa fare la differenza».

