Il momento poco positivo. La sosta per la nazionale più che un salvagente rischia di acuire ancor di più la crisi in casa Napoli. Dopo il lunedì nerissimo chiuso con la zampata d’autostima e fiducia di Aurelio De Laurentiis, ora sono le parole dell’agente di Stanislav Lobotka ad aprire un mini caso che rischia di evidenziare l’insofferenza dello spogliatoio per la situazione tutt’altro che rosea: “Se al termine di questa stagione vincesse il terzo Scudetto a Napoli, per Stan sarebbe più semplice andarsene. E’ vero che ora ha un contratto migliorato, che a Napoli si trova bene e che potrebbe restare ancora per diversi anni, ma ha già 30 anni ed è quasi irrealistico continuare a questo livello fisicamente, con Conte che gli chiede cose brutalmente impegnative. In estate potrebbe prendere anche l’idea di andare via”, la stoccata di Branislav Jarusek al podcast VAR registrate nelle scorse settimane e riprese dal portale Sport24.sk.
Dichiarazioni che hanno fatto immediatamente scattare l’allarme, con la faticosa corsa alla rettifica e alla precisazione nel primo pomeriggio: “Tutti sanno anche che il rapporto tra Antonio Conte e Stanislav Lobotka è come quello tra padre e figlio, e non cambierà mai. Ho detto che con Conte è dura allenarsi perché è un allenatore molto esigente, ma ho aggiunto che sono felice di questo, perché lui è un vincente e grazie a lui la squadra sarà ancora campione. Poi ho scherzato dicendo che magari Lobo sarà stanco e potremo fare un trasferimento in estate, ma era chiaramente una battuta, come tutti hanno capito, visto che sono un agente e per me ogni trasferimento è un affare”.
I dubbi restano, anche ascoltando tra parole sibilline e sincerità il pensiero dello slovacco dal ritiro della nazionale: “Tempo libero? Con Conte la prossima pausa sarà a maggio 2026, quando giocheremo l’ultima partita della stagione! Mister Conte vuole disciplina, vuole che tutti abbiano la sua stessa mentalità. Non è facile per tutti i 25 giocatori della rosa avere la stessa mentalità. La cosa importante è che ogni singolo giocatore voglia vincere, e questo è fondamentale per un allenatore”. Il discorso s’intreccia a doppio filo con la pressione: “Il problema a Napoli è che quando vinci un titolo o una coppa, il secondo anno ci si aspetta che tu ci riesca di nuovo. È come se vincere il titolo italiano fosse un obbligo, visto che l’hai vinto l’anno prima e hai rafforzato la squadra. I tifosi sono esigenti, non è facile quando giochi anche la Champions League”. Ed ecco la stoccata sul futuro: “Vorrei restare in Europa, ma d’altra parte so che sto invecchiando. Devo affrontare il fatto che la mia vita calcistica finirà presto. La vedo con sobrietà e non ho aspettative eccessive”.

