Raffaele: “Eravamo sotto choc per Luca”

“Tutto lo stadio è rimasto scioccato per diversi minuti, e la cosa più importante della serata è che sia tutto ridimensionato rispetto al terrore provato. I ragazzi avevano tutti le mani nei capelli, poi dopo esserci riassestati abbiamo perso anche Cabianca”. Giuseppe Raffaele non nasconde l’impatto emotivo che il terribile scontro tra Luca Villa ed Enrico Piovanello ha avuto sullo sviluppo di Salernitana-Crotone. Il tecnico granata prova però a prendersi quanto di buono emerso dal primo pari casalingo, il secondo di fila a reti bianche dopo lo 0-0 di Latina. “Il primo tempo è scivolato un po’ via così, eppure abbiamo avuto almeno due tre occasioni abbastanza nette. Volevo avere tra le linee il tocco e il tiro dal limite di Knezovic, il trend è cambiato già nel primo tempo ma la squadra è stata brava a non disunirsi e non perdere la testa. E’ un momento così, ma la continuità è importante, da sottolineare l’equilibrio difensivo importante che abbiamo trovato, non abbiamo lasciato nemmeno una ripartenza al Crotone. Dobbiamo trovare delle soluzioni per cercare di essere più pericolosi, perché le partite le prepariamo per vincerle. Sono molto più tranquillo adesso che a inizio stagione, i campionati non si vincono a novembre, abbiamo il potenziale per sprintare fino al termine del girone d’andata. Tocca rimandare in reti i nostri attaccanti, perché non segnano da un po’ e so quanto è importante per loro, sono convinto che nelle prossime settimane torneranno i loro gol”. Ripartenza, ma soprattutto esordio nella “sua” Salerno da avversario per Emilio Longo, tecnico dei pitagorici. “E’ un cerchio che si chiude, 26 anni fa, e quando lo dico mi sento vecchio, ero un ragazzo che faceva la sua prima partita da allenatore in Terza Categoria, venni a fare un’amichevole all’Arechi. Ricordo che all’interno del campo c’erano tanti ultras nella mia squadra che giocavano contro i propri idoli. Mi auguro di incontrare la Salernitana in altre categorie, ho i miei parenti che vivono la Curva, mio suocero che vive tutti i settori di questo stadio, così come me, sono stato ovunque qui. Ho già detto che quando Delio Rossi fumava la sigaretta dopo una partita lo si aspettava, e non solo quando si vinceva, ma soprattutto quando perdeva. Sono felice di aver fatto una partita professionale contro la squadra della mia città e per la quale ho sempre tifato. Di quella squadra o conosciuto Tudisco e Grimaudo, siamo stati insieme spesso. Parlavamo spesso di questo personaggio atipico, Riccchetti. È una mancanza che umanamente dispiace, ho visto uno striscione bellissimo. Quando va via un pezzo di storia ha una sola fortuna, che verrà ricordato sempre, e da quello che so era oltre un grandissimo calciatore una persona speciale. E il popolo granata non lo dimenticherà mai”.

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