Il futuro delle aree interne della Campania è stato tema poco in evidenza in questa prima fase della campagna elettorale, rappresentando, invece, il cuore della proposta di Alfonso Forlenza, già primo cittadino di Contursi ed oggi in corsa per un seggio in consiglio sotto il simbolo di Noi Moderati.
Aree interne, ma non solo tra le proposte messe a punto in queste settimane, ad iniziare dall’idea di ridisegno della sanità regionale.
Ci può illustrare la sua idea in proposito?
«Su questo tema si parla molto, ma spesso a sproposito. La risposta al sovraffollamento degli ospedali, alla mancanza di presidi medici sul territorio è una sola: modificare radicalmente l’impostazione seguita finora, ovvero concentrare sugli ospedali, in particolare sui Pronto Soccorso, la risposta medico-sanitaria alle esigenze della popolazione. La soluzione è data dalla costruzione di una rete territoriale che rappresenti, nel contempo, una presenza diffusa sui territori – con evidente beneficio per le aree interne – e un efficiente filtro agli accessi ospedalieri, riservati ai casi di maggiore gravità. Ambulatori attrezzati diffusi sul territorio: una soluzione che consente, inoltre, una razionalizzazione della spesa sanitaria che non danneggia il cittadino. Da questa nuova organizzazione deriverà anche una positiva ricaduta sulla gestione delle liste d’attesa, altro problema cronico della nostra sanità».
Domani Noi Moderati, con la presenza dell’onorevole Mara Carfgana, sarà a Contursi per una iniziativa di ascolto e proposta, un segno di attenzione verso le aree interne?
«Mi piace sottolineare che questa attenzione non è frutto della campagna elettorale, ma è uno dei motivi che mi ha portato a sposare il progetto politico di Noi Moderati. E del resto che l’attenzione alle aree interne da parte nostra sia forte e reale lo dimostra anche la scelta di aprire uno spazio fisico, la sede del coordinamento territoriale a Contursi, dove incontrarsi, discutere ed elaborare insieme idee e strategie per il nostro territorio. Quanto sia profonda la crisi demografica ed economica delle aree interne è cosa troppo nota per starne a discutere, qui è importante sottolineare come la Regione abbia due grandi strumenti a sua disposizione per intervenire: investimenti e progettazione nel settore della viabilità e la formazione. Questo secondo aspetto, in particolare, è determinante per provare ad arrestare l’emorragia di giovani che interessa il Mezzogiorno e con esso la nostra provincia».
Lei ha sottolineato spesso la necessità di una più stretta collaborazione tra le istituzioni e le tante realtà del Terzo Settore impegnate sui territori. In questa prospettiva che ruolo potrà svolgere la prossima amministrazione regionale?
«Molto spesso le associazioni del Terzo Settore svolgono attività che le amministrazioni pubbliche, per carenza di personale e risorse, non sono in grado di sostenere. E questo contribuisce in maniera sensibile alla tenuta sociale delle nostre comunità. È innegabile, però, che le profonde trasformazioni normative del settore mettano molte realtà in condizione di non poter sfruttare al meglio le possibilità offerte dal legislatore. È per questo motivo associazionistico che mettiamo in campo una proposta precisa: dare vita ad un servizio di consulenza regionale, uno sportello itinerante che possa fornire quel sostegno tecnico-normativo necessario per rispondere con successo a bandi, per elaborare progetti, fornire pareri e consulenze giuridiche».
Che Campania immagina per i prossimi anni?
«Una Regione più vicina ai cittadini anche nelle piccole cose, una Campania in grado di mettere a sistema le proprie risorse, numerose e diffuse, per dare una reale occasione di crescita ai nostri giovani, alle nostre comunità».

