Venticinque anni di impegno nella tutela degli animali e un legame profondo con la sua terra d’origine. Stefania Caiafa, presidente della sezione milanese di Meta – Movimento Etico Tutela Animali e Ambiente – vive e lavora in Lombardia ma ha scelto di candidarsi alle elezioni regionali con Noi Moderati nella circoscrizione di Napoli. «Riporto in Campania la mia esperienza e la mia passione per costruire una regione più giusta, solidale e rispettosa di tutti gli esseri viventi».
Presidente Caiafa, lei arriva da un lungo impegno nel mondo dell’associazionismo animalista. Cosa l’ha spinta a fare il passo verso la politica?
«Ho sempre creduto che la politica, quella autentica, sia lo strumento più forte per cambiare le cose. Fin da giovanissima ho respirato l’impegno civile: mio padre mi portava alle manifestazioni e mi ha trasmesso la passione per la partecipazione e il senso di responsabilità verso la comunità. Dopo venticinque anni di lavoro nel mondo del volontariato e della tutela animale, sento il bisogno di trasformare quell’esperienza in azione istituzionale».
Perché ha scelto di candidarsi con Noi Moderati?
«Perché credo nella serietà, nel dialogo e nel rispetto delle persone. Conosco Michela Vittoria Brambilla da tempo: tra noi c’è stima reciproca e condivisione di valori. Lei ha creduto nella mia capacità di portare avanti battaglie etiche con equilibrio e competenza, e questo mi ha spinta a mettermi in gioco per la mia terra».
Quali ritiene siano oggi le principali emergenze in Campania sul fronte della tutela degli animali e dell’ambiente?
«In Campania ci sono realtà straordinarie e volontari che lavorano con dedizione ma la situazione resta complessa. I canili sono spesso sovraffollati e in alcune strutture le condizioni non sono accettabili. Serve un cambio di passo: non più canili bensì rifugi veri, luoghi di cura e reinserimento. Propongo un piano regionale di convenzioni con veterinari e Asl con al centro tariffe calmierate e giornate gratuite per vaccinazioni, microchip e campagne contro l’abbandono. Allo stesso tempo va rafforzata la rete tra Comuni, volontari e cittadini per promuovere adozioni e sensibilizzazione. È una questione di civiltà ma anche di legalità e salute pubblica».
Lei ha collaborato per anni con le istituzioni nei casi di adozioni e sequestri. In che modo la Regione potrebbe rafforzare il dialogo con le associazioni animaliste?
«Serve una regia comune. E mi batterò per l’istituzione di un Garante degli animali in ogni Comune, in rete con la Regione e le associazioni. Un tavolo permanente permetterebbe di affrontare rapidamente le criticità e coordinare gli interventi. La tutela animale non può dipendere solo dal volontariato: deve essere riconosciuta come un vero servizio sociale con risorse e strumenti adeguati».
Spesso la sensibilizzazione parte dalle scuole e dai giovani. Quanto è importante, secondo lei, l’educazione al rispetto degli animali e dell’ambiente come parte dell’educazione civica?
«È fondamentale. Lavoro da anni nelle scuole, dalle elementari alle superiori, e vedo nei ragazzi una sensibilità crescente verso il rispetto della vita e dell’ambiente. La cultura del rispetto si costruisce presto, con l’esempio e con l’informazione. La Campania, e in particolare Napoli, ha già dimostrato di avere un grande cuore: i giovani devono essere protagonisti di un nuovo modello di convivenza etica, sostenibile e solidale».
Nel suo programma parla di un “centro d’ascolto per i volontari”. Come immagina concretamente questo spazio e quale valore aggiunto potrebbe dare al lavoro delle associazioni locali?
«Immagino un luogo fisico e operativo dove i volontari possano trovare ascolto, orientamento e supporto tecnico. Un punto di riferimento regionale per raccogliere segnalazioni, coordinare interventi e organizzare raccolte di cibo o farmaci per gli animali. Sarebbe anche uno spazio di formazione utile per condividere esperienze e creare sinergie tra le associazioni, le Asl e i Comuni. È una proposta concreta che può migliorare la qualità e l’efficacia del volontariato».
Lei ha costruito gran parte della sua attività al Nord. Cosa rappresenta per lei tornare a candidarsi nella sua terra d’origine?
«Per me è un ritorno del cuore. Ho origini campane e sento un legame profondo con questa terra, con la sua gente e con i suoi valori. I campani hanno una sensibilità straordinaria. Spesso però sono stati penalizzati da pregiudizi e da una cattiva politica. Porto con me l’esperienza maturata al Nord ma il mio modo di essere è profondamente meridionale: passione, determinazione, cuore. Voglio che la Campania diventi un modello di rispetto e civiltà anche sul piano della tutela animale e ambientale».
Qual è il messaggio che vuole lanciare agli elettori campani e, in particolare, a chi condivide la sua sensibilità verso gli animali e la sostenibilità ambientale?
«Gli animali non sono un tema di nicchia ma parte della nostra comunità. Difenderli significa tutelare salute, ambiente e qualità della vita. Chiedo più rispetto e responsabilità verso chi non ha voce. Mi batterò per cure veterinarie accessibili con un ticket sociale per le famiglie in difficoltà e per politiche che riducano il randagismo attraverso prevenzione e adozione. La Campania è una terra meravigliosa: voglio renderla ancora più giusta e solidale. Sono determinata, come il popolo che rappresento».

