Andrea Cammarota, l’ex granata: “Salernitana puoi farcela”

Uno scherzo del destino. Nel momento più duro della propria esperienza al Crotone ritrovarsi ad affrontare la squadra della propria città e per la quale ha sempre fatto il tifo. Emilio Longo torna a Salerno, ma da allenatore avversario a caccia di risposte dopo tre sconfitte di fila e una panchina che inizia a scottare. Eppure la stima di colleghi e addetti ai lavori per il suo operato in questi anni resta e resterà immutata, a partire da Andrea Cammarota, pure salernitano doc ed ex giocatore granata, suo centrocampista ed uomo di fiducia ai tempi della Battipagliese oltre un decennio fa. Chiamato, altro scherzo del destino, a sostituirlo in panchina nelle vesti di allenatore-giocatore. 

Che ricordi ha di Longo? Bellissimi, dal punto di vista umano e professionale. Abbiamo ancora oggi un ottimo rapporto, che dura da anni. Lo ritengo un allenatore preparato, che si è meritato e sudato tutto quello che ha meritato, e che propone un calcio sempre propositivo. 

Ci racconta l’aneddoto ai tempi della Battipagliese?

Eravamo una squadra giovane, con tantissimi under, e lui ha fatto un enorme lavoro, dal punto di vista calcistico e umano. Purtroppo ci fu questo spiacevole esordio, a due giornate dalla fine fu esonerato e toccò a me sostituirlo in panchina, la società mi chiese di fare l’allenatore giocatore. Sono onesto, ho accettato anche per evitare che qualcuno da fuori fosse venuto a prendersi i meriti di una salvezza che era ed è stata la sua. Io ho solo portato avanti le sue idee, e i suoi insegnamenti, e infatti il traguardo resta suo. 

Ci fu poi un gran bel gesto a testimoniare il legame con tutta la squadra…

Sì, ci vedemmo in un parcheggio nei pressi dello stadio per ringraziarlo, ma soprattutto per festeggiare insieme la salvezza. Gli regalammo anche delle maglie personalizzate per ribadire il nostro affetto nei suoi confronti. 

Poi le ottime annate soprattutto con Caratese e Picerno, poi l’arrivo a Crotone. Ora il momento più complicato in rossoblu…

Sì, purtroppo destino vuole che verrà a giocarsi una gara così importante in una fase così delicata, proprio contro la squadra della sua città e per la quale fa il tifo. Dispiace, perché all’inizio era partito forte, il Crotone giocava molto bene e secondo me poteva essere la quarta contendente per la promozione. Ora è incappato in un momento negativo, ma sono ancora convinto che possa dire la sua, io avrò il cuore diviso a metà tra l’affetto che provo per lui e la mia squadra del cuore. 

A proposito, bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto dopo il pari con il Latina?

Mah, è un campionato molto livellato, e la sensazione è che tutti aspettino la Salernitana con il coltello tra i denti. L’importante è non perdere punti per strada, ma tutti danno quel qualcosa in più quando si ritrovano ad affrontare una squadra così blasonata e una tifoseria che muove così tante persone. Di certo si poteva vincere, ma anche Catania e Benevento non stanno avendo chissà quale continuità di risultati, ed è anche normale per un campionato così livellato. 

Da centrocampista, quanto è pesata l’assenza di Capomaggio?

Credo sia fondamentale, l’ho visto come elemento decisivo già in diverse partite, sicuramente è lui l’uomo in più per la formazione di Giuseppe Raffaele. Mi piace molto anche il reparto offensivo, al netto di qualche occasione non sfruttata ieri, e poi voglio sottolineare l’ottimo ingresso di Di Vico. Non sembrava affatto un ragazzino all’esordio, ha giocato con personalità e qualità, mi ha davvero fatto un’ottima impressione. Credo che potrà tornare molto utile.

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