Cirielli “spegne” il Faro: «No a colate di cemento»

NAPOLI- Edmondo Cirielli mette un punto. E lo fa in terra partenopea partendo dal progetto simbolo del governatore uscente Vincenzo De Luca: la torre regionale prevista accanto a piazza Garibaldi. «Con me non si fa alcun Faro» chiarisce subito il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione. «Sono contro la cementificazione selvaggia e monumentale che violenta la storia architettonica di Napoli. Servono interventi che migliorino la vita dei cittadini, non nuove colate di cemento». Per il viceministro degli Esteri il futuro urbano della Campania passa da un’altra direzione: «Più che grandi progetti faraonici servono grandi opere di recupero del patrimonio pubblico dismesso e in disuso. La vera e necessaria grande opera» sostiene Cirielli «deve essere il recupero diffuso del patrimonio architettonico pubblico coinvolgendo tutti i quartieri e favorendo la creazione di nuove unità immobiliari destinate al bene collettivo». L’esponente di Fratelli d’Italia parla di un «piano casa regionale» che contenga il caro-affitti e restituisca qualità urbana senza consumare altro suolo. Capitolo sanità, tema cardine della campagna elettorale per Palazzo Santa Lucia: «Serve un assessore politico, una persona che ne capisca davvero» puntualizza. «Io credo nel primato della politica: i tecnici devono supportare, non sostituire, le decisioni». Il candidato del centrodestra sottolinea che «fino a quando la Campania non sarà uscita dal piano di rientro non ci potrà essere un vero assessore». E indica la direzione di marcia: «Bisogna investire sul personale sanitario. La nostra è l’unica regione che non ha voluto sforare i tetti di spesa per le assunzioni, come consentito dalla legge. È ora di invertire la rotta». Infine il lavoro. «La Campania ha l’indice di disoccupazione tra i più alti d’Europa e quello giovanile e femminile più basso» ricorda Cirielli. «Ci sarà un tavolo permanente con sindacati e categorie per creare lavoro perché prima di parlarne bisogna produrlo». Il candidato presidente del centrodestra promette il rilancio dei fondi europei «non spesi», il cofinanziamento della Zes e un ampliamento delle misure di inclusione: «Implementeremo la platea dell’assegno di inclusione e potenzieremo formazione e politiche attive. Questo perché» conclude Cirielli «bisogna dare risposte vere a chi è rimasto indietro».

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